Giovane calciatore della Gemonese perde la testa e picchia due avversari triestini, in campo arrivano i carabinieri
GEMONA. Un bilancio di due giocatori feriti, con intervento dell’ambulanza e pure dei carabinieri. Un pomeriggio decisamente movimentato quello di martedì 14 giugno al campo sportivo di Risano, a Pavia di Udine, la sede del tradizionale torneo di calcio Memorial Bernardis, Boz e Scussolino, riservato alla categoria Under 20.
Al termine della partita tra la Gemonese e i triestini della Roianese, un diciannovenne calciatore della squadra friulana, probabilmente contrariato per la sconfitta della propria squadra, si è reso protagonista di un fuori programma vietato, decisamente a tinte troppo aggressive. Al triplice fischio finale del direttore di gara, il giovane, il più alto e corpulento della squadra giallorossa, ha preso il pallone calciandolo con forza addosso a un giocatore triestino, centrandolo alla schiena. Il diciannovenne della Gemonese ha cominciato poi a perdere completamente il controllo di sé, menando le mani contro qualsiasi avversario trovasse sulla propria strada.
A differenza di altri compagni, che sono riusciti a schivare i colpi, due giocatori della squadra triestina, allenata da Fabio Norbedo, sono intervenuti per calmare l’avversario, ma hanno avuto la peggio. Il bilancio è stato quindi di due ragazzi feriti. Il meno grave, un diciottenne, ha ricevuto un pugno sul viso. L’altro, un classe 2002, è stato invece colpito alle spalle, ricevendo un pugno alla nuca. In questo secondo caso il colpo è stato così forte che il giovane calciatore triestino è prima stramazzato al suolo, perdendo sangue dalla testa, facendo poi fatica a rialzarsi.
Sul posto sono intervenuti sia una pattuglia di carabinieri, sia un’ambulanza con il personale sanitario. Fortunatamente entrambi i giocatori non hanno avuto bisogno di essere trasportati all’ospedale. «La cosa che fa pensare è che in palio non c’era proprio nulla: la Gemonese era già qualificata, noi invece eravamo già fuori dai giochi. Simili scene non hanno davvero nulla a che fare con lo sport. Purtroppo, però, quanto successo, almeno in buona parte, è il frutto del clima di tensione venutosi a creare in seguito alla reiterate proteste da parte della panchina avversaria», racconta il direttore sportivo della Roianese, Ubaldo Pesce.
Mercoledì 15 giugno sono arrivate le scuse alla società triestina. Sia da parte del presidente della Gemonese, Pino Pretto, sia da parte dell’aggressore. Scuse accettate dalla Roianese. Ma resta da capire se i due giocatori triestini aggrediti sporgeranno o meno denuncia.