Aimag, gli astenuti: «Scontri inutili, serve il patto di sindacato»
Sono ore di assestamento dopo l'assemblea dei soci di Aimag di giovedì 29 giugno in cui è stato eletto il nuovo Cda a maggioranza: nel Mantovano i 4 Comuni che hanno votato contro, assieme all'Area nord, stanno valutando di avviare un percorso legale, mentre i 3 che si sono astenuti, rivendicano questa scelta come una posizione dialogante per arrivare a un nuovo Patto di sindacato. Il Cda è stato eletto coi voti dei Comuni delle Terre d'Argine guidati da Carpi e Bastia e Bomporto, Hera e la fondazione Cassa di risparmio di Carpi, ottenendo il 67% dei voti; è entrato in Cda anche un componente espressione del socio provato Hera, che detiene il 25% di Aimag. Contrari da sempre all'ingresso di un componente non espressione pubblica nel direttivo, han votato contro l'Area nord e Poggio Rusco, San Giacomo delle Segnate, Moglia e Borgocarbonara. Borgo Mantovano, Quistello e San Giovanni del Dosso si sono astenuti, così come Concordia sulla Secchia.
«Ribadiamo: questa scelta mette a rischio la possibilità di Aimag di vedersi affidati i servizi tramite le gare a doppio oggetto, che sono una garanzia – dice Fabio Zacchi – questo Cda è espressione dei privati che lo hanno votato. Siamo pronti a consultare un legale per tutelare, come abbiamo sempre voluto fare, gli interessi della società, del territorio e delle nostre comunità».
I tre sindaci mantovani astenuti, Alberto Borsari, Gloriana Dall'Oglio e Angela Zibordi, guardano invece al nuovo Patto di sindacato: il vecchio è scaduto con l'assemblea di giovedì. «Serve compattezza, bisogna ricostituire un Patto forte che possa garantire il controllo pubblico di Aimag per affrontare le prossime sfide che si presentano alla società - dicono i tre sindaci - infatti per partecipare alle gare per l'affidamento del servizio rifiuti e idrico deve esserci un Patto di sindacato pubblico». Si parla di gare a doppio oggetto, ovvero cui possono partecipare società con carattere di controllo pubblico, e successivamente queste individuano il partner privato con cui associarsi per la gestione del servizio. Un patto di sindacato espressione di una maggioranza pubblica, ovvero dei Comuni, sarebbe sufficiente a soddisfare queste caratteristiche. «Per questo abbiamo scelto una posizione di dialogo, con tutti, per arrivare il prima possibile a un nuovo Patto. Abbiamo valutato che la scelta di mettersi contro al Cda non fosse giusta. L'astensione è stata una scelta presa da noi come amministratori per lavorare al dialogo, non c'è dietro alcun disegno politico». E anche la maggioranza guidata da Carpi ieri ha di nuovo invitato tutti i Comuni a un tavolo per avviare un percorso che arrivi a siglare il nuovo Patto di sindacato per rafforzare la centralità pubblica di Aimag.