Al parco Pastore di Castiglione delle Stiviere l’emozione del beat nel nome di Cripezzi
Pienone. Un evento così partecipato al parco Pastore di Castiglione delle Stiviere non si era mai visto. Tremila spettatori non è cosa da tutti i giorni. Al di là dei numeri, speciale, la serata, lo è stata per almeno tre motivi. Innanzitutto, per il grande, commovente abbraccio che la comunità di Castiglione ha voluto tributare a Tonino Cripezzi, scomparso un anno fa, voce dei Camaleonti, una delle più belle tonalità e timbriche della scena beat italiana, e alla sua famiglia, la moglie Marina, i figli Nicolò e Matteo, e l’adorato nipote. «L’incontro che mi ha cambiato la vita è quello con mia moglie, ci siamo conosciuti al mare ed è stato amore, da allora fino ad oggi. Poi sono diventato nonno, un’emozione bellissima» raccontava lo stesso Cripezzi, a proposito dei suoi affetti, in un video trasmesso all’inizio della serata.
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Prezioso, l’evento al parco Pastore, anche perché a organizzarlo sono state due donne, Alessandra Verona e Tiziana Confalonieri, che hanno preso in mano le redini dell’Associazione Te Se De Castiù dopo la morte improvvisa del fondatore Umberto Pizzi. E unico, il tributo, lo è stato per il ricchissimo ventaglio di ospiti che si sono avvicendati sul palco per quella che, sull’onda dell’entusiasmo, può essere definita la Woodstock del beat italiano.
Tantissime le persone ai tavoli (con posti per oltre 2.500 persone), alle quali vanno aggiunti i molti seduti davanti al palco, gli altri che si sono presentati con le sedie sotto il braccio, e poi tutta la gente in piedi. Ad aprire la serata, Franco Malgioglio, leader della band Jam Burrasca, che ha suonato con molti big della stagione del beat e condiviso amicizia e professione con Cripezzi, che aveva scelto di vivere a Castiglione.
E se “Io per lei”, il brano cucito sulla voce immortale di Cripezzi, è stato giustamente proposto nella versione di Tonino (in video), Malgioglio (cugino del noto Cristiano) ha interpretato “L’ora dell’amore” e “Viso d’angelo”, dal repertorio dei Camaleonti, “Pugni chiusi” (Demetrio Stratos) e “Davanti agli occhi miei” dei New Trolls.
Il concerto è proseguito quindi con un omaggio a Celentano, poi il microfono è passato a Marta Ferradini e al padre Marco, che ha raccontato di essere stato vocalist dei Camaleonti e ha cantato la sua celebre canzone “Teorema”. Bobby Posner dei Rokes ha scherzato sull’età – «dovrei essere già rientrato all’ospizio per la minestrine» – ma poi ha regalato quattro storici pezzi della sua band.
I due ospiti più attesi, Maurizio Vandelli e Mal, sono arrivati uno dopo l’altro. «Sono molto stanco, ma non sarei mancato per nulla al mondo per Marina, Nicolò e Matteo» ha confessato Vandelli, che ha cantato “La luce dell’est”, “29 Settembre” e “Ho in mente te”, per poi chiudere il suo set con “Come passa il tempo”: «Il brano che io Tonino e Lallo dovevamo portare a Sanremo da soli, invece poi sono venuti tutti, e così eravamo troppi vecchi sul palco e ci hanno cacciato».
Applausi generosi per Mal, che ha eseguito tre dei suoi successi e un accenno di “Furia”, per poi regalare un’altra perla della serata: «Ho riunito la mia band, i Primitives, con il batterista originale che poi finì nei Dire Straits. A breve uscirà il nostro nuovo disco». Il finale è tutto per Cripezzi, con il grande saluto collettivo “Ciao Tonino”.