Trovata morta in casa dagli assistenti sociali: la Procura apre un’inchiesta
FIUME VENETO. Una donna, molto malata, trovata morta, all’indomani dal decesso, dagli assistenti domiciliari.
Un uomo, il marito, che per motivi ancora da chiarire non ha avvisato né soccorsi né forze dell’ordine.
Un medico che, alla constatazione del decesso, scorge ecchimosi per le quali ritiene di inviare un verbale ai carabinieri. E infine il coinvolgimento della procura della Repubblica, che nelle prossime ore dovrà riempire le caselle mancanti di questo rebus.
Ci sono molti elementi da vagliare e quesiti da risolvere nel caso della morte di Laura Pin, 74 anni, di Fiume Veneto ed è per questo che la magistratura d’accusa mantiene un fitto riserbo.
Mercoledì mattina gli assistenti domiciliari, come ogni settimana, si recano nell’abitazione dove la donna, inferma da tempo, abita col marito Severino Sist, in via Bassi, a Fiume Veneto. Una villetta che si trova al termine di una strada sterrata priva di altre residenze vicine, ordinata, erba del giardino appena tagliata, nulla fuori posto.
I domiciliari si recano nella stanza dove la donna è costretta dall’infermità, essendo allettata grave, e la trovano priva di vita Il marito è in casa e non sa darsi una spiegazione dell’accaduto. Viene contattato il capodistretto sanitario, che chiama il medico di base, Massimo Roman. Il professionista constata il decesso e, nel disporre il trasferimento in obitorio, segnala nel referto che la salma presenta alcuni ecchimosi di cui non si conoscono le cause.
Il rapporto arriva sul tavolo dei carabinieri che contattano la procura. Il pubblico ministero di turno Andrea Del Missier dispone ulteriori accertamenti per dipanare i possibili dubbi sulle cause del decesso.
Mentre l’esame autoptico viene disposto per i prossimi giorni, i carabinieri del comando provinciale di Pordenone, su incarico della procura, ascoltano sia il marito sia i figli per capire le cause del decesso. Perché, tra i dubbi, vi è anche quello temporale: la donna è stata trovata morta la mattina del 28, ma il decesso sarebbe risalito, secondo il rapporto medico, ad almeno dodici ore prima, quindi al pomeriggio-sera di martedì 27 giugno.
Come mai non sono stati chiamati subito i soccorsi? È uno degli aspetti che intende chiarire la procura, assieme alle cause della morte, alle ecchimosi riscontrate, che potrebbero essere anche derivate da piaghe da decubito visto che non si tratta di vere e proprie lesioni, e al contesto familiare.
Allo stato non risultano indagati. In serata, al comando provinciale carabinieri, a Pordenone, è stato sentito, quale persona informata sui fatti, il marito della sfortunata signora, che ha riferito sull’evoluzione della malattia e sugli ultimi giorni della donna. —