La vendita dei tamponi Covid era una truffa: minacciato con un’arma e derubato di 200 mila euro, in carcere marito e moglie
UDINE. Un uomo è stato truffato e poi derubato di ben 200 mila euro sotto la minaccia di un’arma. E in relazione a questo episodio, che risale alla scorsa estate, in questi giorni la polizia ha arrestato una giovane coppia residente a Pradamano: 31 anni lei, 34 lui.
I coniugi, stando alla misura di custodia cautelare in carcere recentemente emessa dal gip del tribunale di Udine Matteo Carlisi, sono chiamati a rispondere dell’ipotesi di reato di rapina.
L’attività investigativa condotta dalla Squadra mobile sotto il coordinamento della Procura ha permesso, come si legge in una nota diffusa venerdì 30 giugno dalla Questura di Udine, «di far luce su una rapina accaduta nell’immediata periferia udinese nel mese di luglio 2022».
In sintesi, i due coniugi «sono gravemente indiziati di aver commesso una rapina a danno di un italiano (residente in Centro Italia) al quale era stata proposta la vendita di 450.000 tamponi Covid a un prezzo estremamente vantaggioso.
La vittima del furto, secondo la ricostruzione degli investigatori, era stato contattato dai due trentenni friulani per l’annuncio di vendita di un’auto che aveva pubblicato su un sito. Questo “l’aggancio”.
Poi, chiacchierando, i coniugi hanno capito a quale settore poteva essere interessato l’uomo che così lo hanno invitato ad andare a casa loro. Successivamente, sempre stando agli elementi raccolti dalla polizia, l’uomo sarebbe stato «costretto, sotto la minaccia di un’arma, ad andare con l’auto in una zona appartata, dove è stato poi derubato del contante custodito nel bagagliaio dell’autovettura».
La vittima, una volta accertata l’impossibilità di rientrare in possesso del suo denaro, si è rivolta alla polizia. E gli agenti hanno denunciato alla Procura i presunti autori della “trappola”.
Il pm titolare del procedimento ha poi richiesto al Tribunale un provvedimento cautelare, eseguito martedì scorso. Attualmente gli arrestati si trovano in carcere a Udine e a Trieste. La polizia, infine, raccomanda «di non cedere a proposte finanziarie troppo vantaggiose e poste in essere da persone non autorizzate perché tali incaute iniziative spesso si tramutano in truffe o furti».
Di tutta questa vicenda la difesa fa una ricostruzione diversa, come spiega l’avvocato Piergiorgio Bertoli: «Abbiamo appena depositato in tribunale il video in cui si vede la presunta vittima della rapina consegna spontaneamente il denaro. Quindi, al massimo, potrebbe trattarsi di una truffa, reato per cui, comunque, non si può procedere perché sono trascorsi i termini per la querela. Ecco perché abbiamo già richiesto l’immediata liberazione per entrambi». —