Processo sulle molestie al Carnevale d’Ivrea: per Bombonato si valuta l’oblazione
IVREA. Con una memoria depositata all’alba della prima udienza, l’avvocato di Alberto Bombonato, Enrico Scolari, ha messo in risalto due omissioni, nel processo per molestie al Generale destituito.
La prima, la più importante forse, è la mancata valutazione dell’istanza di oblazione che i precedenti legali di Bombonato avevano fatto durante l’udienza preliminare. Infatti quello contestato al Generale destituito è un reato rubricato tra le contravvenzioni, ovvero tra quelli meno gravi.
Il codice penale, in questi casi, prevede la possibilità di pagare per estinguere il reato ed evitare anche la menzione nel casellario giudiziale. D’altronde si tratta di una fattispecie minore: le molestie sono equiparabili agli scherzi telefonici troppo insistiti, o una persona particolarmente petulante che importuna qualcun’altro in un luogo pubblico.
Bombonato, tuttavia, è finito a giudizio perché aveva rifiutato un decreto penale con un’ammenda di 750 euro. Alla Sentinella aveva detto: «Cerco l’assoluzione completa perché sono convinto di poter uscire a testa alta da questa vicenda che ha sconvolto la mia vita familiare e lavorativa».
Ma di cosa è accusato Bombonato? Di aver inviato sms piccanti alla vivandiera Federica Di Matteo, scrivendole, tra le altre frasi: «Immagino possiamo però sempre andare a letto insieme». Di aver pronunciato, anche di fronte ad altre persone frasi sessualmente esplicite, con riferimento al suo ruolo e a quello di lei nel Carnevale d’Ivrea. E, infine, di essersi recato anche sul luogo di lavoro di lei, per chiederle di incontrarla.
L’altra omissione sottolineata da Scolari è la notifica del decreto che dispone il giudizio, inviato per errore ai precedenti legali di Bombonato (che ha già cambiato tre difensori). E proprio per questo motivo il giudice Andrea Cavoti, in accordo con la pm Giulia Nicodemi, ha rinviato l’apertura del dibattimento al prossimo 10 novembre. L’avvocato Scolari, in quel momento, disporrà di tutti gli atti.
In udienza non era presenti né Bombonato, né Di Matteo. L’ex vivandiera ha comunque nominato fin dalle prime battute come suo avvocato Manuel Peretti, che al momento non si è ancora costituito parte civile. Le parti, infatti, potrebbero trovare un accordo prima della prossima udienza. Fatto che gioverebbe anche a un’eventuale oblazione.