A San Colombano chiude l’unico negozio del paese
SAN COLOMBANO BELMONTE
I 360 abitanti di San Colombano, il centro della Val Gallenca, dal primo agosto saranno privati dell’unica attività commerciale rimasta in paese. Chiuderà, infatti, i battenti Il negozietto, un piccolo ma fornito esercizio che, con entusiasmo e voglia di offrire un importante servizio al proprio paese, in particolare alla fascia più anziana della popolazione che ha oggettive difficoltà a raggiungere Cuorgnè per i propri acquisti, era stato aperto a ridosso della pandemia non da un cittadino qualsiasi, ma dal sindaco di San Colombano Belmonte, Diego Galletto, oggi 46 anni, dal maggio 2019 alla guida della municipalità altocanavesana.
Un’avventura ardua quella di aprire un’attività commerciale in un piccolo centro collinare, con la concorrenza sempre più agguerrita della grande distribuzione, ma dettata da un profondo senso di attaccamento alla propria comunità che va al di là dello spirito d’impresa, dell’investire in un momento estremamente delicato sotto tutti i punti di vista, che avrebbe scoraggiato anche il più navigato e temerario degli imprenditori del settore.
Un’avventura, un sogno che, purtroppo, ora è giunto al capolinea a causa dell’aumento spropositato dei costi energetici e di una fiscalità esosa che mette sullo stesso piano negozi di vicinato e grande distribuzione.
«Con mio grande rammarico comunico, che Il negozietto chiuderà il primo agosto- ha scritto Galletto sulla pagina Facebook Sei di San Colombano Belmonte se.., attraverso la quale il borgomastro è solito aggiornare con puntualità i suoi concittadini su lavori pubblici e tutto quanto accade in paese-. Ringrazio tutti per aver creduto in me e nella mia attività, ma la favola delle attività commerciali nei piccoli paesi, purtroppo, non ha più futuro, almeno per la mia. Ringrazio tutti i miei clienti, sono dispiaciuto da amico, da commerciante, e soprattutto come sindaco nel privare le persone più avanti con gli anni di un servizio per loro comodo. Purtroppo, non ce la faccio più a sostenere le spese. È un fallimento personale».
«Ho aperto esattamente una settimana prima del primo lockdown- confida il primo cittadino sancolombanese-. Non aggiungo altro, se non il dispiacere personale di un fallimento dettato soprattutto dal caro energia, in primis, e dal fisco che equipara piccole attività montane a grandi attività». Comprensibile l’amarezza e lo stato d’animo di Diego Galletto che tuttavia ha dato dimostrazione ai suoi concittadini, ma non solo, di aver, comunque, avuto il coraggio di provarci a concretizzare un piccolo, grande sogno rimasto, purtroppo, nel cassetto, che è stato anche un atto d’amore per il suo paese che ha voluto provare a servire oltre che nel ruolo di pubblico amministratore anche in quello di operatore commerciale.