Pagani Cesa: «Tagli ai residenti inspiegabili. La Fondazione Teatri ha i soldi necessari»
Tre mostre che hanno portato 8 mila persone al museo Fulcis più quella a Palazzo Bembo, 167 date al Teatro Comunale con 53 mila spettatori, investimenti in attrezzature, eventi per celebrare i cinquant’anni dalla morte di Dino Buzzati, Oltre le Vette, gli spettacoli di Moni Ovadia e su Pasolini e soprattutto un sostegno importante ai tre soggetti della Residenza teatrale. Tiziana Pagani Cesa, ex presidente della Fondazione Teatri delle Dolomiti, interviene nel dibattito sul taglio dei fondi alla cultura dopo che il suo successore, Massimo Ferigutti ha deciso di pubblicare i numeri del bilancio 2022, quando alla guida c’era ancora Pagani Cesa.
Un anno iniziato con gli strascichi del Covid e poi decollato restituendo alla città un’offerta vasta e variegata dopo tanta astinenza da pandemia. Ferigutti spiega la coperta corta affermando che la Fondazione è in perdita di esercizio e Pagani Cesa ci tiene a puntualizzare due cose: la perdita di esercizio non è un debito e deriva dalla volontà di dare una forte spinta al settore che per due anni era rimasto congelato.
«Ringrazio Ferigutti per aver fornito i dati della Fondazione», è l’esordio di Pagani Cesa, «numeri che dimostrano come la Fondazione ha onorato i suoi scopi e cioè la realizzazione e la diffusione delle attività artistiche e culturali, dalla prosa alla musica lirica, dalla danza alle mostre, abbiamo finanziato veramente molte iniziative perché questo è nei compiti della Fondazione». L’ex presidente va anche più a fondo: «La relazione di Ferigutti dimostra anche che, finora, il presidente della Fondazione non ha avuto nessun vantaggio (da statuto non è prevista un’indennità, ndr) e non ha chiesto nemmeno nessun rimborso spese, mentre il nuovo presidente non fa segreto del fatto di aver posto al sindaco come condizione quella di avere uno stipendio. Ferigutti accetta per qualche mese di fare il presidente senza una retribuzione, ma poi la pretende, e per questo motivo vuole modificare lo statuto della Fondazione. Nel bando di concorso fatto dal Comune cui ha partecipato, però, era specificato che l’incarico di presidente è a titolo onorario. Da dove verranno presi i soldi per lo stipendio di Ferigutti?», si chiede Pagani Cesa.
«Quando ho assunto l’incarico, senza averlo cercato, l’ho preso come un impegno culturale verso la città, in assoluta continuità con le cose fatte da Renzo Poloni e ho sempre rispettato moltissimo i residenti, anche perché la Residenza teatrale mi sembrava una cosa molto ben fatta dopo tanti anni di conflitti. Sono andata avanti in un solco continuandolo, invece adesso ci troviamo di fronte a una svolta verso qualcosa che non si sa». Pagani Cesa rivela, ad esempio, che: «La prima cosa che ha fatto Ferigutti è partecipare a un bando di Cariverona insieme a ben 38 soggetti tra i più disparati, escludendo però i tre residenti, tranne il Tib che è entrato successivamente».
Ma è giusto tornare alla questione economica: «È vero che nel 2022 abbiamo fatto un sacco di cose e che si è prodotta una perdita di esercizio, ma non abbiamo mai chiesto al Comune di rimpiazzare dei soldi. Il ’22 è stato in passivo perché abbiamo ereditato tutti gli ammanchi dei due anni di Covid quando non si è fatto quasi niente. La perdita di esercizio però viene compensata con il fondo di dotazione che negli anni Poloni aveva costruito. Non abbiamo mai detto di non avere più una lira e che servono più soldi dal Comune che, come dice Ferigutti, ha già concesso alla Fondazione 72 mila euro per le attività teatrali, soldi che di solito venivano girati ai residenti. Inoltre Cariverona ha confermato un contributo da 100 mila euro e altri 30 mila euro arrivano dalla Camera di Commercio e dal Bim. E con 200 mila euro la stagione la fai senza problemi, senza privare i residenti dei contributi né dell’uso gratuito del Teatro. Inoltre, la stagione ’22-’23 andrà a tutto vantaggio del bilancio 2023, cioè a favore di Ferigutti, che si troverà un bilancio molto in attivo grazie alla stagione che è stata impostata da noi. Non è spiegabile perché si vogliano tagliare i fondi ai residenti, perché la Fondazione i soldi li ha»