Suzzara, duemila firme per l’ospedale pubblico
Quasi 2mila le firme raccolte per la petizione lanciata qualche settimana fa da Cgil, Partito Democratico, Giovani Democratici, Sinistra Italiana Verdi, Sinistra per Suzzara e Movimento Cinque Stelle per chiedere che l’ospedale di Suzzara torni a essere un presidio pubblico.
Un risultato importante che evidenzia quanto interesse susciti la questione relativa a un ospedale che serve tutta l’area del basso mantovano. Un interesse che testimonia la preoccupazione delle persone rispetto al fatto che il presidio sanitario possa perdere servizi e prestazioni, con ricadute anche sull’occupazione.
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«Circa 2mila persone – spiega Daniele Soffiati, segretario generale della Cgil di Mantova – hanno già aderito alla nostra raccolta firme. L’obiettivo è coinvolgere la cittadinanza, renderla consapevole di una situazione che non ci fa stare tranquilli. L’ospedale di Suzzara serve un bacino di oltre 70mila persone. La nostra preoccupazione è che il presidio, che ha già perso negli anni servizi importanti, possa perderne altri. Questo è inaccettabile. Per questo riteniamo necessario valutare un ritorno all'ospedale completamente pubblico».
Nella petizione si evidenzia anche il fatto che serve un ospedale pubblico che sia una struttura ospedaliera di primo livello e, a tal proposito, si richiede il potenziamento del pronto soccorso, la rianimazione, il reparto di ostetricia e ginecologia, cardiologia, il potenziamento di neuropsichiatria e dell’unità riabilitativa.
«Dobbiamo tenere alta l’attenzione sulla qualità dei servizi che devono rispondere ai bisogni di salute del territorio – commenta Elena Giusti, segretaria della Cgil Mantova – La qualità dei servizi è fortemente legata al personale che lavora nella struttura. Dobbiamo perciò pretendere la tutela del personale sanitario e sociosanitario così come dei lavoratori dei servizi ausiliari di manutenzione, pulizia, mensa».
È possibile firmare la petizione nelle sedi della Cgil di Suzzara, Pegognaga, Gonzaga e San Benedetto Po, così come nei banchetti presenti ai mercati settimanali dei paesi interessati.