A Padova licei classici in crisi di studenti: al Tito Livio tre prime in meno
Drastico e storico calo di iscrizioni allo storico Tito Livio, una delle scuole più blasonate di Padova.
Per la prima volta nella storia del liceo classico in cui ha studiato anche l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, si sono iscritti studenti sufficienti solo per formare cinque classi prime. A
ll’Ufficio Scolastico Provinciale è stata chiesta, tuttavia, la formazione di una classe in deroga: diversamente le prime in meno, a settembre, saranno addirittura tre.
Lo scorso anno erano 8 con 188 studenti sugli 886 complessivi distribuiti in 40 classi.
Ma la crisi di frequenza al Tito Livio non è per niente isolata. Anche altri tre licei statali ossia il Marchesi, il Tito Lucrezio Caro, a Cittadella e il Ferrari di Este non se la passano tanto bene.
Tant’è che negli ultimi anni non sono cresciuti nemmeno di una classe. D’altronde il calo delle iscrizioni ai licei classici si sta verificando un po’ dappertutto in Italia a vantaggio dei licei scientifici, dei tecnici e dei linguistici.
«La situazione viene costantemente monitorata anche dal Ministero e a livello nazionale si prospetta d’istituire una nuova forma di liceo unico, in cui ci saranno sia l’indirizzo classico che quello scientifico» sostiene il provveditore agli studi Roberto Natale.
Tra le persone che rimpiangono gli anni d’oro del Tito Livio c’è anche Giuliano Pisani, che lì ha insegnato latino e greco dal 1976 al 2010, eccetto nei periodi in cui è stato assessore alla cultura nell’amministrazione Destro e professore all’Università. Per un periodo Pisani ha insegnato al liceo del centro storico quando era docente di italiano e latino anche Giuseppe Jori.
«Ricordo benissimo che, nei primi anni Novanta, c’erano ben undici prime classi» spiega Giuliano Pisani, «e le liste d’attesa erano sempre numerose. Adesso, invece, è tutto cambiato. Sia a livello scolastico che culturale in generale.
Oggi ai licei classici si avvicinano sempre meno studenti perché la cultura dominante non è quella di prima. Eppure» conclude Giuliano Pisani «siamo davanti a un grande errore, che a questo punto rischiamo di far ricadere sulle future generazioni.
Ai miei tempi, proprio al liceo Tito Livio, avevamo anche un corso di greco pomeridiano con ben 68 adulti, a cui si era iscritta anche una professoressa universitaria di Torino».