Trieste, l’Amis chiede di riottenere l’ostello scout di Campo sacro
TRIESTE. «Vogliamo riprendere la nostra attività all’Ostello scout di Campo Sacro: come centro di prima accoglienza per i migranti le istituzioni si attivino per reperire un’altra struttura». La pazienza dell’associazione Amis – Amici delle iniziative scout è finita. Con una lettera aperta al prefetto Pietro Signoriello – ne ha già inviate tre alla Prefettura dalla fine del 2021 –, chiede di riavere la piena disponibilità di quel sito, convertito a luogo di quarantena per migranti nel febbraio del 2020.
Amis ha in concessione quella realtà dal 1983, quando Lucio Merzek, Zoltan Kornfeind e Lucio Vilevich – che firmano la lettera in questione rivolta al Prefetto – hanno creato l’Ostello scout di Campo Sacro, divenuto poi Centro di educazione ambientale del Comune di Trieste grazie a un progetto Interreg. «Fino al 2019 – si legge nella missiva –, oltre alla frequenza dei ragazzi triestini, l’Ostello era occupato ogni estate da centinaia di ragazzi e ragazze italiani e europei che ne facevano la base per conoscere la nostra regione e il nostro Paese, e che tuttora insistono invano per rinnovare quell’ospitalità».
I referenti di Amis ritengono «l’emergenza sia cessata da un anno e l’Ostello peraltro continua a essere occupato da successivi gruppi di migranti condotti lì dalla Polizia. Essendo ovviamente necessario al ministero dell’Interno per provvedere al ricovero dei profughi provenienti dalla rotta balcanica, ci si chiede come negli ultimi tre anni non sia stato possibile individuare nella provincia un altro sito, tale da non interferire con compiti diversi dell’amministrazione pubblica, come quelli educativi, come accadrebbe occupando, in luogo dell’ostello, una scuola o un ricreatorio». Gli stessi rappresentanti di Amis avanzano come soluzioni alternative per la prima accoglienza «la caserma di via Rossetti (almeno fino a un suo nuovo ipotetico riutilizzo più volte annunciato), l’ex circolo dei sottufficiali dell’Esercito in via Cumano, l’ex centro balneare della Polizia di Stato a Muggia. Se i primi due richiederebbero l’accordo degli enti responsabili, il terzo ha il vantaggio di collocarsi nella diretta competenza della Prefettura».
Sempre rivolgendosi al Prefetto, aggiungono: «Lei certo comprende il nostro intento di non vedere interrotti per altro tempo i risultati raggiunti in oltre trent’anni di lavoro volontario. Confidiamo nel suo impegno e nell’iniziativa dei suoi uffici per una soluzione non più a lungo procrastinabile che consenta al Comune e alla nostra associazione di adempiere agli obblighi educativi nei confronti dei giovani».
Il prefetto Signoriello contattato dal nostro quotidiano non ha inteso rispondere alla missiva dei fondatori dell’Amis.
Attualmente in quel centro a Campo Sacro sono ospitate circa 80 persone. Lo scorso anno si sono raggiunge anche le 250 presenze giornaliere, «ma attualmente la struttura è sottoutilizzata perché servirebbe un adeguamento degli scarichi fognari», spiega il presidente dell’Ics Gianfranco Schiavone.
Il presidente dell’Amis Fabiano Mazzarella spiega come «scoppiato il Covid abbiamo dovuto fermare la nostra attività, dando così la disponibilità per un diverso utilizzo del campo: in quel momento bisognava farlo, era doveroso. Ma ora vogliamo riprendere la nostra attività. Purtroppo, però, non si vede la luce infondo al tunnel». Amis, inoltre, auspica l’Ostello scout torni nella sue mani «nelle stesse condizioni in cui l’associazione l’ha messo a disposizione».