Albiano d’Ivrea, monsignor Bettazzi in gravi condizioni
ALBIANO D’IVREA Sono gravi le condizioni di salute del vescovo emerito di Ivrea, monsignor Luigi Bettazzi che, nato a Treviso il 26 novembre 1923, ha compiuto 99 anni nello scorso novembre. il vescovo di Ivrea, Edoardo Cerrato, invita alla preghiera: “Accompagniamo monsignor Bettazzi che si sta avviando lucidamente al tramonto terreno. La nostra preghiera lo sostenga”. Invitano a pregare anche i sacerdoti e molte persone da sempre a lui vicine.
Monsignor Bettazzi è stato per 33 anni vescovo di Ivrea, dal 1966 al 1999, prima di trasferirsi nel castello vescovile di Albiano, dove ora risiede.
L’ultima sua uscita risale alla fine del giugno scorso quando, in occasione della festa di San Giovanni, è stato ospite della parrocchia di Vico, dove ha celebrato la messa, ha partecipato al pranzo ed ha assistito al concerto conclusivo della patronale.
Le sue condizioni di salute hanno iniziato a peggiorare nei giorni successivi. Monsignor Bettazzi è costretto a letto, dove è assistito giorno e notte e dove ogni mattina riceve la visita di uno dei sacerdoti diocesani che concelebrano con lui la messa, che egli vuole continuare a celebrare dal suo letto come ha sempre fatto per oltre 73 anni, da quando in quel lontano 4 agosto 1946 fu ordinato presbitero, nella cappella del Rosario della basilica patriarcale di San Domenico a Bologna, dal cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano.
Monsignor Bettazzi è l’ultimo vescovo in vita tra i partecipanti al Concilio Ecumenico Vaticano II, molto amato ed apprezzato, non solo per la sua missione pastorale, ma anche per le sue riflessioni pubbliche fatte negli anni sui grandi temi dell’attualità, lavoro, politica e pace. Al tema della pace, ancora oggi di strettissima attualità, monsignor Bettazzi ha dedicato gran parte della missione sacerdotale fino ad essere nominato nel 1968 presidente nazionale di Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace, e diventarne poi nel 1978 presidente internazionale, fino ad arrivare nel 1985 a vincere per i suoi meriti il Premio Internazionale dell'Unesco per l'Educazione alla Pace.