Biagio Antonacci strega il pubblico di piazza Unità a Trieste
TRIESTE. Elegante, sorridente scalzo, e sempre pronto a stregare il suo pubblico. Biagio Antonacci è uno di quegli artisti che si sono imposti nella musica italiana con una infinita serie di hit, ma anche con la complicità di un carisma infallibile. Si è riacceso il palco in piazza dell’Unità d’Italia per l’ultimo grande concerto che è stato ospitato nel cuore della città e lo ha fatto per accogliere il cantautore milanese. Tremila le persone che sono accorse per onorare il suo ritorno in città.
Ne sono passati di anni, dal 1988 in cui ha partecipato tra le nuove proposte al Festival di Sanremo, ma lui li ha riempiti di musica, generando delle canzoni che sono entrate puntualmente nei cuori dei suoi fan, che le cantano con lui, senza sbagliare una parola. La piazza si è riempita con calma, dalle 20, con una lunga fila, principalmente di signore molto eleganti, che hanno interpretato la serata sotto le stelle come un evento bon ton, piuttosto che un concerto pop. Pesente, in total white, il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, abbronzatissimo e sorridente, pronto per godersi la serata. Non è mancato nemmeno l’assessore alla cultura Giorgio Rossi e la consigliera Manuela Declich avvolta in un abito di seta blu con una stampa di fiori di monoi.
Tanta l’aspettativa, e grandi sorrisi nel parterre, che riusciva a comprendere tre generazioni, dalle nonne alle giovani nipoti. Graziella Grammatica, accompagnata dal marito confessa:“Biagio mi piace, mi ritrovo nelle sue canzoni. È un po’ la nostra storia, quella che ha raccontato attraverso la sua musica, le sue canzoni.”
Per Rosaria Schiraldi “Biagio è uno dei cantautori all’avanguardia nella musica italiana. Le sue melodie sono veramente bellissime. Non potevo perdere l’occasione di passare la serata con lui. E poi mi piace l’idea che ultimamente collabora con il figlio per la creazione delle sue canzoni” afferma. Per Sara Skerk esserci è stato un imperativo. “Lo seguo da tanti anni, non solo è un bell’uomo ma mi piacciono le sue melodie, la sua voce”.
Alle 21.36 si sono spente le luci e la band ha guadagnato il palco. Pantaloni modello joggers grigi e camicia di seta lucida azzurra con delle righe blu, rigorosamente senza scarpe, Antonacci è arrivato intonando”Sappi amore mio”, e la piazza ha iniziato a cantare. Al grido di “Energia stanotte” ha intonato “Liberatemi” un pezzo del 1992 con un testo tuttora più che attuale, che ha interpretato, sottolineandone i contenuti, prima di raggiungere il ritornello che si è rivelato irresistibile. Un’alta hit, “Convivendo”, per una scaletta che davvero si è aperta, regalando quelle che sono state le canzoni di tante estati, di tante serate, romantiche, nostalgiche o tutte da ballare. “Quanto tempo e ancora”, “Se io se lei”, “Iris (tra le tue poesie)”, successi ormai intramontabili che sono state delle hit quando ancora esistevano le hit parade, prima di lasciare spazio alle visualizzazioni su internet. Una serata bellissima, “un incontro tra l’artista e il pubblico, abbandonando la distanza”, come ha detto lo stesso Antonacci