Con Fabri Fibra canta piazza Sordello: in duemila a Mantova al live del rapper
Sulle note della poetica “Il cielo in una stanza”, non con la sua voce ma con quella di Gino Paoli. Così Fabri Fibra ha dato il via al suo live mantovano, ieri sera davanti a duemila fan. Il concerto del rapper ha chiuso l’estate dei live in piazza Sordello dopo cinque giorni di musica dal vivo. “Intro”, che ripercorre le tappe della sua carriera e in cui inserisce il ritornello di Gino Paoli, è il brano che apre la serata, tratto dall'ultimo album “Caos”. Alle tracce del nuovo disco, Fibra dedica una fetta ampia dello spettacolo. Ma in scaletta non mancano i grandi successi del passato come “Fenomeno”, “Tranne te”, “Vip in trip”, “Pamplona” e “Stavo pensando a te”.
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Sul palco c’è spazio solo per la musica. La scenografia è ridotta all’essenziale, total black come il look dell’artista, illuminato da luci di colore diverso per ogni canzone. A cantare sotto al palco c'è un pubblico che va dagli under venti ai quarantenni. Il rapper marchigiano, infatti, vanta una carriera ultra ventennale (il primo album è del 2002) che lo annovera di diritto nella storia dell'hip hop italiano. Tra i fan della prima ora ci sono Sara di Modena e Federica di Bologna. Avevano undici e dodici anni nel 2006, l'anno della notorietà grazie al tormentone “Applausi per Fibra”. «I suoi pezzi mi hanno aiutata molto a quell'età- ricorda Sara - Mi sentivo capita ed è così anche oggi». «Ascoltare le sue parole era come sfogarsi con un amico - aggiunge Federica - Diceva quello che sentivo in quel momento, rabbia compresa».
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Sono invece fan recenti Diego e Andrea, padre e figlio di Acquanegra. «Lo ascolto da un anno, mi piace perché dice quello che pensa e non ha paura delle conseguenze», racconta Andrea, 15 anni, che ha coinvolto nella sua passione per Fabri Fibra anche il papà facendogli ascoltare i suoi brani meno conosciuti. «Mantova è gasata stasera», urla il rapper subito dopo aver scaldato il pubblico con una delle hit più famose, “Pamplona”. Pubblico che gli risponde acclamando il suo nome in coro come allo stadio. Lui ringrazia e si mette una mano sul cuore: «Questi sono i momenti che ti fanno capire che stai andando bene».