Distributore vandalizzato dagli studenti. La preside: «Ricreazione sospesa, da ora si farà in classe»
UDINE. Da qualche settimana gli allievi dell’istituto superiore Deganutti trascorrono la ricreazione in classe, sotto la supervisione di un docente. Niente cortile, off limits anche i corridoi.
Una decisione che la dirigente scolastica Maria Rosa Castellano ha preso dopo che il 16 ottobre scorso alcuni studenti hanno danneggiato seriamente il distributore di snack e bevande installato al primo piano della scuola di via Diaz.
È successo prima che quel giorno suonasse la campanella che annuncia l’inizio della ricreazione. E quando l’intervallo è cominciato per davvero, più di qualche studente ha notato il dispositivo messo kappaò, con il vano spalancato, patatine, merendine e succhi in bella vista.
Ingolosito - è proprio il caso di dirlo - dalla circostanza, un manipolo di alunni si è fiondato sui prodotti, prendendoli ovviamente senza pagare quanto previsto.
Una situazione che ha mandato su tutte le furie la preside, che è intervenuta subito, interrompendo immediatamente la ricreazione e rispedendo gli studenti nelle rispettive classi: «Anziché limitarsi a osservare e chiedersi cosa fosse accaduto, parecchi ragazzi si sono dati da fare per arraffare gli snack, che in quel momento erano prelevabili gratuitamente.
Quindi – aggiunge la dirigente scolastica – all’atto vandalico si è aggiunto quello che è a tutti gli effetti un furto».
Troppo per Castellano, anche tenuto conto dei precedenti danneggiamenti che si sono verificati all’interno dell’istituto e che avevano già toccato i distributori di bevande e cibo forniti dalla ditta Illiria e posizionati al piano terra e al primo piano dell’edificio scolastico.
Così la dirigente scolastica ha deciso di prendere provvedimenti radicali in tempo zero: nei due giorni successivi all’episodio, i ragazzi hanno saltato la ricreazione, sospesa tout court.
Con una circolare nei giorni successivi la dirigente ha dato nuove disposizioni sullo svolgimento dell’intervallo: la merenda si consuma in classe, tra i banchi, sotto la sorveglianza di un insegnante.
«I ragazzi possono uscire dall’aula uno per volta per andare ai servizi o per recarsi alle macchinette e prelevare cibo e bevande: già in questa maniera, considerato il numero delle classi, ci troviamo con una decina degli studenti nei corridoi».
Una scelta forte, netta, che ovviamente non è piaciuta agli studenti, ma che ha fatto storcere il naso anche a parecchi genitori e docenti.
Questi ultimi sono peraltro direttamente chiamati in causa, dovendo di fatto rinunciare a loro volta alla ricreazione per svolgere l’attività di sorveglianza nelle classi: «Ne sono consapevole e questa situazione va a loro discapito», sottolinea la preside. «I genitori dovrebbero interrogarsi per quale motivo la dirigente scolastica è stata costretta ad assumere una decisione del genere», aggiunge Castellano.
Ma torneranno gli studenti del Deganutti a fare ricreazione com’erano abituati, tra corridoi e cortile: «Non c’è dubbio – assicura la preside –. Quando? Voglio che ci sia la consapevolezza da parte dei ragazzi: qualcuno ha ammesso di essersi impossessato delle merendine, addirittura venendo a pagare in presidenza il corrispettivo del prodotto sottratto.
Altri però ancora non si sono fatti avanti: noi come scuola insegniamo educazione civica, formiamo l’uomo e il cittadino, pronto spesso a rivendicare i diritti ma poco disponibile a far fronte ai propri doveri».