I sindaci canavesani in fascia sul treno dei pendolari «Ivrea ha diritto al servizio metropolitano»
/ ivrea
A vederli scendere le scale della passerella ferroviaria, in fascia tricolore, i pendolari commentano: «A Ivrea succedono sempre cose strane».
Fanno un certo effetto, certo 17 amministratori, sindaci e assessori, in rappresentanza di altrettanti Comuni, riuniti al binario in attesa al treno delle 7.41 per Torino. Giunte di tutti i colori: centrodestra, centrosinistra, civici. Tutte unite dall’appartenenza territoriale: il Canavese. E da una rivendicazione: Ivrea e tutti i paesi dell’Eporediese e della Basso Canavese sulla ferrovia per Aosta, devono rientrare nel servizio ferroviario metropolitano.
A metterli insieme è stato il consigliere regionale del Pd Alberto Avetta, canavesano di Cossano, che in questo senso aveva presentato un’interrogazione all’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Per inciso: il treno era pieno, i sindaci hanno viaggiato in piedi e sono arrivati a Chivasso con una decina di minuti di ritardo.
«Ci auguriamo - dice il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore - che prevalgano logiche di territorio e non di altro tipo. Ivrea deve essere meglio collegata, è l’unica città nel territorio metropolitano che non è in questo servizio. Ci sono lavori di elettrificazione alle porte che comporteranno disagi per la città e per il territorio. Ci auguriamo che la Regione Piemonte ascolti questo nostro richiamo per un territorio che ha bisogno di connettività».
Avetta pensa anzitutto ai pendolari. «Volevamo esprimere - precisa - la nostra solidarietà a chi, nonostante i disagi e disservizi quotidiani, crede ancora nel trasporto pubblico locale su ferrovia. Che ad oggi è la forma di mobilità più sostenibile. Ma soprattutto volevamo dire con chiarezza alla giunta Cirio che è inaccettabile che Ivrea e questa linea ferroviaria siano ancora escluse dal sistema ferroviario metropolitano di Torino. Ivrea e questa parte di Canavese hanno diritto ad un collegamento metropolitano con il capoluogo. La Regione Piemonte deve correggere questa assurdità ed estendere fino ad Ivrea la Sfm8 (Lingotto-Chivasso) e poi, a elettrificazione completata, fino al confine di Carema con la Valle d’Aosta. Garantire un servizio ferroviario adeguato è indispensabile non solo per le ricadute ambientali e turistiche ma anche se vogliamo rilanciare le prospettive del tribunale come quelle dell’ospedale di Ivrea».
Non solo, i paesi limitrofi sottolineano l’importanza del servizio di metropolitana di superficie per tutta la zona. «La gente di Borgofranco - spiega il sindaco Fausto Francisca - oggi, con quatto treni al giorno non ci fa nulla».
«Ci sono servizi di metropolitana di superficie in tutta Europa - precisa Renzo Galletto, primo cittadino di Montalto -, non capisco perché non possano esserci qui».
Luigi Ricca, sindaco di Bollengo, invece sottolinea «il nobile scopo di questa iniziativa. Io porterò la questione in commissione Infrastrutture di Città metropolitana, per ribadire l’importanza del servizio per Ivrea. Importante è anche che questo servizio sia poi connesso con una rete adeguata di trasporto su gomma e la Città metropolitana su questo può svolgere il suo ruolo».
Mirko Franceschinis è invece presidente del Circolo Dora Baltea di Ivrea ed è uno storico membro del comitato dei pendolari, anche se da quest’anno, non prende più il treno perché è riuscito a restare a Ivrea con il lavoro. «In realtà - spiega - io spero che tanto Biella quanto Ivrea entrino nel sistema ferroviario metropolitano. Per quanto riguarda la città eporediese il progetto c’era già negli anni Novanta, la linea allora era la Ivrea-Carmagnola. Poi è stata limitata a Chivasso e Ivrea è stata tagliata fuori. Quindi il progetto c’è, l’esigenza pure, non capiamo perché Ivrea non possa entrare all’interno del servizio ferroviario metropolitano, dove c’è anche la Rivarolo-Chieri che è a binario unico».
Gli amministratori che si sono ritrovati al binario di Ivrea alle 7.41 sono stati quelle di Orio, Barone, Candia, Strambino, Banchette, Ivrea, Cascinette, Romano, San Martino, Montalto Dora, Carema, Fiorano, Bollengo, Albiano, Salerano, Borgofranco e Montanaro. Poi, tra questi, circa una decina hanno preso il treno per Chivasso.