Fa le consegne, poi si uccide: addio al panettiere di Rivara
RIVARA
Una mattina come tante, poi il tragico epilogo di una vita spesa tra famiglia e lavoro, con un pensiero sempre attento alla comunità. Alberto Milano, 59 anni, di Rivara, panettiere con alle spalle oltre 40 anni lavoro nel suo negozio nel centro cittadino, mercoledì 8 novembre ha scelto di togliersi la vita lungo la strada provinciale che collega il paese a Pertusio.
La tragedia
La giornata di Milano è iniziata esattamente come tutte le altre, con il lavoro nella panetteria di via Grassa e le consegne nei vari punti di rivendita, poi qualcosa è accaduto nella mente del panettiere. Il suo furgone è stato ritrovato accostato lungo la strada, mentre il corpo di Milano è stato rinvenuto poco distante, nel verde dell’aperta campagna. Un colpo di pistola e un biglietto, forse per spiegare il gesto. Sull’accaduto stanno indagando i carabinieri di Cuorgnè, intervenuti sul luogo della tragedia: l’arma da fuoco era detenuta legalmente e sembrerebbero non esserci dubbi sulla decisione di compiere il gesto.
Questo, perché le motivazioni di un atto così estremo restano un mistero per la moglie Anna e le sue tre figlie, è tutto quello che trapela dai primi accertamenti. Chi l’aveva visto tranquillo come d’abitudine nei giorni scorsi, dal sindaco al suo barbiere, non avrebbe mai immaginato un simile epilogo. Al momento non è ancora nota la data dei funerali.
Una vita passata in paese
Alberto Milano aveva origini liguri, ma era arrivato a Rivara da piccolo, con la sua famiglia.
Qui, nel cuore dell’Alto Canavese, i genitori avevano aperto una panetteria e lui, prima da apprendista e poi da titolare, ha ampliato l’attività fino a rifornire con il suo pane e le altre prelibatezze prodotte tanti negozi del territorio, ma anche molte scuole che avevano scelto la Panetteria Milano per le merende della ricreazione dei ragazzi. L’attività di famiglia, a cui partecipano anche la moglie Anna e le due figlie più giovani, mentre la maggiore gestisce un altro negozio a Feletto, ha visto la luce ormai quarant’anni fa. In tutto questo tempo Milano è stato anche un attento sostenitore della comunità di Rivara.
Accanto ai compaesani
Non faceva parte di associazioni locali, ma era sempre presente e attento alle manifestazioni che si svolgevano in paese. A confermarlo è il sindaco Roberto Andriollo: «Ci conoscevamo bene con Alberto. Sin dal primo mandato, nel 1993, aveva fatto proposte di promozione turistica per Rivara e appoggiava quanto sta facendo il nostro gruppo. Ricordo che in occasione del primo Festival del gelato mi disse di farlo ogni mese, perché tutto il paese ne aveva beneficiato, comprese le attività commerciali, tra cui la sua panetteria. Quando ho appreso la notizia sono rimasto scioccato. Ci eravamo visti in occasione del 4 Novembre, aveva curato lui il rinfresco e l’avevo visto tranquillo come sempre. È un grande dispiacere, personalmente e per la comunità, perché è sempre stato un uomo dinamico, con tanta voglia di fare, attivo e sempre pronto a sostenere il paese in tutti i modi possibili. Ci stringiamo con affetto attorno alla sua famiglia per questa immane tragedia che l’ha colpita».
Tanta tristezza anche per Vincenzo Martino, vicesindaco di Rivara: «L’attività di Alberto è da decenni una delle più attive del nostro paese, mancherà molto a tutti, era un personaggio importante per la nostra comunità e per la vita quotidiana dei rivaresi. Alberto era un uomo dedito al lavoro, molto legato alla sua panetteria, a cui si è sempre dedicato con grande impegno. Era sicuro dei suoi sogni e dei suoi progetti e ha saputo far evolvere la panetteria di famiglia avviata dai suoi genitori appena arrivati a Rivara dalla Liguria. Aveva sempre voglia di partecipare, di proporsi e di proporre le sue specialità, dimostrando di saper stare al passo con i tempi. In Comune, come in tutto il paese e nella nostra comunità, non ci sono altro che tristezza e sgomento per questa grande tragedia».