Monfalcone, bonifica da 4 milioni in via Agraria: nel terreno tellio, rame e amianto
MONFALCONE Muove i primi passi la bonifica dei 22 mila metri quadrati compresi tra lo stabilimento di Nidec Asi e via dell’Agraria con le sue storiche società veliche e remiere. Alle spalle l’assegnazione da parte della Regione dei 4,130 milioni richiesti, il Comune di Monfalcone ha portato a termine la pulizia preliminare dell’area, inutilizzabile dal 2006 per i livelli di inquinamento di metalli pesanti e amianto, secondo il piano condiviso con il Corpo forestale regionale. Nel terreno sono state quindi mantenute le alberature in salute e di pregio, sotto le quali in futuro troverà posto un’area di sosta “diffusa” e capace, in totale, secondo le intenzioni dell’amministrazione, di 500 posti auto. Si tratta, come ribadisce il sindaco Anna Cisint, di un passaggio successivo, per il quale va ancora reperita la copertura finanziaria. È in quel contesto, però, che potrà essere ricordata, con dei pannelli e magari un’installazione, la storia delle Officine aeronautiche del Cantiere navale triestino.
La pista aeronautica
Lungo l’area inquinata, il tratto adiacente di via dell’Agraria e la nuova strada di collegamento tra quest’ultima e via dei Boschetti correva la pista aeronautica utilizzata per trasferire gli aerei prodotti dalle Oa nel campo di volo di Ronchi, dove venivano effettuati i collaudi. Una produzione che proprio nel 2023 ha compiuto 100 anni, perché le Officine aeronautiche del Cnt furono fondate nel 1923. Negli impianti di Panzano si costruirono sia idrovolanti, i famosi Cant, sia aerei terrestri. Le prime macchine furono realizzate per la compagnia aerea dei Cosulich, la Società italiana servizi aerei, ma in seguito il committente principale fu la Regia Aeronautica. I primi dieci anni ebbero Raffaele Conflenti protagonista progettuale, mentre leader del decennio successivo fu Filippo Zappata. La forza lavoro passò da 340 a 5.500 addetti, la zona operativa si ampliò perchè gli aerei venivano collaudati appunto nel campo di volo di Ronchi, mentre un tratto di costa, coincidente con l’attuale Marina Julia, fu adibita a base per la verifica tecnica degli idrovolanti. Distrutte dai bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale, le Oa non furono ricostruite, ma la pista rimase a ricordarle fino all’inizio degli anni ’60. «Ripristinare quest’area, ricordando anche questo pezzo di storia, può essere funzionale ad ampliare il circuito di visita del quartiere operaio di Panzano, includendovi la Società velica Oscar Cosulich e la Canottieri Timavo», osserva il sindaco. Le due società sportive sono nate, come diverse altre in città, attorno al cantiere navale e grazie ai suoi uomini e donne.
La bonifica
L’intervento progettato in via preliminare dall’Area tecnica del Comune è però funzionale alla prioritaria messa in sicurezza dell’area, dove è stato accertato il superamento della soglia di contaminazione consentita per l’antimonio, rame, tellio, tre metalli pesanti, e l’amianto. Quanto l’uso industriale dell’area in tempi meno attenti all’ambiente ha lasciato in eredità. «I rischi per la salute provocati dalla presenza di questi inquinanti non erano e non sono accettabili», rileva il sindaco. Le falde non sono però risultate contaminate e il progetto di fattibilità ha quindi previsto l’”isolamento” del terreno tramite uno strato di copertura continuo su tutto il sito in modo da impedire la dispersione in atmosfera degli inquinanti. Nelle aree pianeggianti sarà realizzata una pavimentazione in conglomerato bituminoso, previa stabilizzazione a calce-cemento del terreno sottostante. In corrispondenza dei cumuli e delle aree rilevate, presenti perlopiù al confine settentrionale, la copertura sarà realizzata mediante uno strato di terreno vegetale, previa posa di teli in geotessuto alla base.
Le fasi
La pulizia del verde effettuata in queste settimane è funzionale all’elaborazione del progetto definitivo ed esecutivo dell’intervento di messa in sicurezza, in fase di affidamento da parte del Comune. «I rilievi saranno effettuati con droni, in modo da evitare di entrare nell’area contaminata, ma consentendo allo stesso tempo una mappatura precisa dei cumuli dei rifiuti e della conformazione del terreno», spiega il dirigente dell’Area tecnica, l’ingegner Enrico Englaro. Il sito, già delimitato, sarà ulteriormente riperimetrato per renderlo non accessibile a persone estranee alla progettazione e realizzazione dell’opera. «Contiamo quindi di poter arrivare all’affidamento dei lavori attorno a giugno del prossimo anno», aggiunge Englaro. Settembre 2025, invece, il termine entro il quale ultimare la messa in sicurezza dell’area, sia per la parte pubblica sia per quella di proprietà di Nidec Asi. Il contributo concesso dalla Regione è suddiviso per annualità: 130 mila per il 2023, da impiegare quindi per gli interventi preliminari e l’incarico di progettazione, 3 milioni nel 2024 e il residuale milione nel 2025. —