Festino in casa con il karaoke, i vicini protestano: la polizia usa il taser, due arresti e quattro agenti in ospedale
PORDENONE. Un karaoke tra amici, culmine di una piccola festa di compleanno, è finito con taser, due arresti e quattro poliziotti in ospedale.
Una vicenda, quella avvenuta dopo la mezzanotte di mercoledì 8 novembre, con due versioni divergenti: quella della polizia, che ha portato all’arresto di due persone per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire le proprie generalità, e quella degli indagati, ora a piede libero dopo l’udienza di convalida, e che è contenuta in un video che il giudice ritiene vada acquisito ed esaminato.
È da poco passata la mezzanotte dell’8 novembre quando quattro agenti – appartenenti a due pattuglie delle Volanti – bussano alla porta di un appartamento in via Goldoni. Cinque persone stanno festeggiando un compleanno ma secondo i vicini la musica è troppo alta.
L’accoglienza, secondo quanto riportato dall’accusa, non è delle più ospitali. Degenera, però, in una violazione del codice penale nel momento in cui due dei cinque presenti – A.M., 23 anni, e M.P.C. , 34 anni – rifiutano di fornire generalità e documenti di identità.
La situazione presto degenera. La ragazza minaccia di chiamare i carabinieri, il ragazzo il suo avvocato. Uno smartphone comincia a registrare un video con la minaccia di metterlo in rete, sui social. Quel video sarà utile per verificare il quadro probatorio, sottolinea il gip.
Le ostilità continuano, si arriva a una colluttazione ricostruita nel dettaglio dalla procura. Viene anche usato il taser. L’esito è di quattro agenti in ospedale, con prognosi di 3-4 giorni. Ecco, quindi, le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, che si sommano a quella iniziale di rifiuto di fornire le proprie generalità. E l’arresto, ai domiciliari.
venerdì 10 novembre il gip Giorgio Cozzarini ha convalidato l’arresto rimettendo però in libertà i due giovani, difesi dagli avvocati Laura Ferretti e Alessando Magaraci (sostituito da Roberto Arduini in sede di udienza di convalida).
L’arresto, secondo il giudice, è giustificato dalla gravità del fatto. Tuttavia la versione della difesa – una normale cena di compleanno, con un po’ di karaoke – è totalmente divergente da quella dell’accusa, al punto che il giudice nell’ordinanza specifica che «il quadro probatorio dovrà essere verificato» approfondendo la versione difensiva. Come? Magari con quel video che, secondo le difese, è in grado di documentare come sono andate le cose.
Non c’è nessun bisogno, secondo il gip, di misure cautelari come l’obbligo di firma. I due indagati attenderanno a piede libero che la giustizia decida se sono innocenti o colpevoli.