Ipotesi per la prima moschea a San Giorgio: sopralluogo di vigili e tecnici
SAN GIORGIO DI NOGARO. Sopralluogo martedì degli agenti della polizia locale e degli impiegati dell’ufficio tecnico di San Giorgio, supportati da una pattuglia dei carabinieri, all’immobile del complesso Laguna Blù di via Marittima dove dovrebbe trovare posto una moschea (Masijd).
Il sopralluogo è stato determinato dalla necessità di verificare se sono state effettuate, o si stanno effettuando, opere in difformità alla concessione rilasciata ed è la conseguenze delle dichiarazioni del sindaco, Pietro Del Frate, che in Consiglio ha risposto all’interrogazione degli esponenti di minoranza Arianna Dreossi e Massimo Vocchini che volevano chiarimenti proprio sull’ipotesi della moschea.
Del Frate fa sapere di non essersi ancora confrontato con i tecnici, mentre nell’edificio – che può ospitare attività culturali – risultano eseguiti dei lavori minimi che non necessitano di autorizzazioni.
L’immobile di via Marittima, sede dell’associazione culturale Labunishta (per la valorizzazione della Macedonia del Nord), è abilitato per una capienza di 70 persone. L’associazione, cui aderiscono molti macedoni residenti a San Giorgio e nei paesi vicini, ha chiesto un incontro a Del Frate, la prossima settimana, per chiarire la destinazione d’uso del vicino immobile che secondo quanto sostenuto da Dreossi e Vocchini sarebbe destinato a ospitare una macelleria islamica.
Fin dalla prima interrogazione dei due esponenti di minoranza, il 19 luglio, è stata manifestata preoccupazione per l’ipotesi della moschea, ritenendo che possano sorgere problemi di sicurezza, preoccupazione condivisa anche dal sindaco di Carlino, Loris Bazzo.
A far scattare la seconda interrogazione sono state le affermazioni sulle donne di alcuni componenti dell’associazione a una trasmissione televisiva, parole dalle quale Del Frate ha preso le distanze, ricordando però che «l’articolo 8 della Costituzione consente l’espressione religiosa di qualsiasi carattere sia».