Alessandro Pedone ai tifosi: «Adesso punto a un fromboliere»
Il presidente dell’Apu Old Wild West Alessandro Pedone rompe il silenzio. Lo fa dopo aver scontato i ventuno giorni di inibizione comminatigli dal giudice sportivo Fip e dopo una vacanza rigenerante.
Il tema principale, ovviamente, è il mercato della società bianconera, giunto a un momento cruciale.
Presidente, cosa dice a chi non è soddisfatto delle scelte fatte finora?
«Dico che sono finiti i tempi in cui dicevate che facevamo la squadra con le figurine. Lo abbiamo dimostrato coi risultati recenti: sono arrivate due finali e altrettante semifinali play-off, in più abbiamo messo una Coppa Italia in bacheca.
A chi non piacciono i giocatori presi ricordo cosa si diceva con Ikangi. C’erano musi lunghi e diffidenza, guardate che rendimento ha offerto Iris durante la stagione: è diventato un punto fermo. Quindi calma e gesso, i conti li facciamo alla fine».
Xavier Johnson è il primo americano. Il secondo che caratteristiche avrà?
«Io francamente mi sono stancato del giocatore di sistema (alla Clark, ndr) è vorrei un americano più fromboliere. Magari di difficile gestione e di alta efficienza, alla Jd Notae o alla Jazz Johnson, tanto per fare due nomi.
Però non abbiamo alcuna fretta di prenderlo, una volta trovato il secondo playmaker studieremo ogni opportunità, in fondo siamo appena a fine giugno».
Il play sarà un giocatore con punti nelle mani?
«Non necessariamente, siamo già una squadra con tanti punti. Da Ambrosin, che per noi è una guardia, ad Alibegovic, Ikangi e Caroti.
Alla fine avremo un centinaio di punti nelle mani, ma non dobbiamo mica pensare a una squadra di solo attacco.
Cerchiamo un play diverso da Caroti, con fisicità: abbiamo visto che arrivando in fondo è una componente molto importante».
Arletti va o resta?
«O rimane fra gli undici oppure va a giocare in A2, ma non da una diretta concorrente. Dovrà avere minuti sicuri, perché ha un contratto triennale e vorremmo farlo crescere».
In tanti storcono il naso per Bruttini, che ha una carta d’identità non più verde. Lei che dice?
«A chi lo critica dico di andare a vedersi come ha giocato le ultime partite del campionato appena concluso. È stato determinante per la salvezza di Cento».
E Pini?
«Ricordo molto bene la finale play-off di due anni fa contro Verona. Pini giocò molto bene e sotto canestro ci fece a fette».