Padova, lo storico tifoso Liccardo: «Troppa negatività, io invece ho fiducia»
Alzi la mano chi non conosce Mario Liccardo, presidente del Maap, ma soprattutto storico tifoso biancoscudato. Bene, anche l'avvocato si schiera sul fronte aperto da Pierluigi Nardo, presidente del Night and Day, club di Montegrotto, a fianco del calcio Padova, per una tifoseria responsabile. Tra l'altro, anche nella prossima stagione, visto i successo scaturito nella precedente, i ragazzi che andranno all'Euganeo potranno cibarsi (gratuitamente) della frutta proveniente dal mercato agro alimentare.
Liccardo pro società?
«Sì, ritengo che questa sia una società seria. Magari un tantino sfortunata, al di là di qualche errore di percorso commesso. Tre volte seconda, due finali playoff perse come tutti sappiamo, la prima con l'Alessandria ai rigori anche per colpa dell'allenatore (Mandorlini, ndr). Secondi pure nell'ultima stagione, anche se c'è un però».
Vale a dire?
«Secondo me quella doppia finale di Coppa Italia ha bruciato tante risorse dal punto di vista psico-fisico. Era meglio se si risparmiavano. Questa, tuttavia, è una mia considerazione ad alta voce. Ma al di là di tutto credo che la solidità di questo gruppo sia la cosa più importante. Quindi sono d'accordo con chi sostiene: non vedo alternative a questo gruppo dirigente. Intendiamoci, ci sono un paio di handicap, sfortuna a parte».
Vuole spiegarsi meglio?
«La privatizzazione delle strutture, ma questo è anche un problema nazionale e non solo locale.Logico che solo il privato può sfruttare il progetto funzionale e redditizio di stadio e strutture sportive. Ma il vero problema del Padova è un altro».
Quale?
«Detto che le persone sono serie e affidabili, ma Mirabelli e l'ad Bianchi sono carenti in fatto di empatia con la gente. Soprattutto il ds. All'amico Gianni Potti, responsabile della comunicazione, ho suggerito un escamotage».
Ce lo può dire?
«Di conquistare la simpatia della tifoseria facendo una campagna pro-Padova, magari con la coppia Marco e Pippo, per diventare più popolari. Nel calcio conta anche questo. Servirebbe per rovesciare la situazione, che si è fatta un po’ pesante».
Che cosa intende?
«Che si tocca con mano il clima di depressione che si respira attorno al Padova. E, per certi versi, è del tutto incomprensibile».
Per esempio?
«Quando è stato presentato il nuovo allenatore Andreoletti, ha trovato un clima gelido, nonostante fosse già giugno. In pratica è stato messo subito in difficoltà, lui che è un positivo. Sono convinto che farà bene. Nonostante si sia trovato di fronte tanti Tafazzi... Cosa voglio dire? Semplice, come al solito all'ombra del Santo vediamo sempre nero».
Capitolo Euganeo: come lo vede?
« Questo è, volenti o nolenti. Punto e basta. E come tornare al discorso della società: c'è un'alternativa? Al momento no». —