L’eredità della vita, ognuno ha potere contro la crisi climatica
/ Ivrea
L’eredità della vita è lasciare un mondo migliore di quello in cui stiamo vivendo, per un pianeta capace di sopravvivere alle azioni dell’uomo per garantire a tutti gli stessi diritti nel rispetto del prossimo e dell’ambiente in cui viviamo. Si può riassumere così il messaggio che la mostra, intitolata proprio L’eredità della vita, dedicata ai cambiamenti climatici e curata dall’Istituto buddista italiano Soka Gakkai inaugurata ieri, venerdì 14 in sala Santa Marta a Ivrea, vuole trasmettere.
Una serie di pannelli, 18 per la precisione, dedicati a ciò che sta accadendo nel mondo, con le cause e le possibili soluzioni per mettervi fine, nell’ambito della campagna Cambio io, cambia il mondo, racconta ai visitatori come diventare più consapevoli del proprio ruolo. Utilizzo indiscriminato di combustibili fossil, gas serra, malattie e pandemie, eventi atmosferici estremi, ma anche transizione energetica, nuovi modelli di sviluppo che rispettano l’ambiente, i giovani come attori del cambiamento: l’esposizione tratta questi temi e molti altri. «La mostra, che ha ottenuto il patrocinio di Legambiente, è nata nel settembre del 2021 e si inserisce nel tema dello sviluppo sostenibile – spiega Rosetta La Piana, rappresentante delle donne del Soka Gakkai, introdotta da Renato Cravero, direttore artistico di Morenica_net, e Francesca Brizzolara, di Tecnologia filosofica –. Il titolo fa riflettere su ciò che vogliamo lasciare da adesso in avanti e l’obiettivo è far riflettere su quanto sia cruciale per il cambiamento esterno un nostro mutamento interiore. Questa iniziativa è nata dall’idea di voler fare qualcosa per cambiare la situazione, riducendo il nostro impatto, che può voler dire fare bene la raccolta differenziata oppure decidere di utilizzare di meno l’automobile. Perché per noi creare un valore per il futuro significa credere nelle potenzialità senza limiti di ognuno di noi. Il nostro motto, infatti, è “pensare globalmente, cambiare interiormente, agire localmente”».
Era presente anche il sindaco Matteo Chiantore: «Il tema del clima e dei suoi cambiamenti ci è molto caro e questa mostra, in modo diretto, semplice e chiaro, invita a cambiare le nostre abitudini. I dati cittadini ci dicono che ogni giorno 20mila spostamenti in auto riguardano tragitti entro la distanza di un chilometro, altri 20mila avvengono entro i 3 km, generando molto inquinamento. Anche il mondo digitale, che ci sembra innocuo, produce anidride carbonica ad ogni mail inviata. Tutto inquina, ma noi possiamo fare molto, con il passaparola e con l’esempio. Soprattutto i giovani, per il loro futuro e per quello del pianeta». «Cambiare stile di vita oggi è fondamentale – racconta la vicesindaca Patrizia Dal Santo –. È importante che si parli di scelte personali e di quanto possano incidere sulla vita di tutti, dal modo di muoversi a quello di mangiare o di produrre energia. Da tempo io stessa faccio parte di un gruppo d’acquisto e mi rendo conto che cambiare le cose è ancora possibile, con un poco fatto da ognuno di noi». Si è collegato al tema dell’autodeterminazione e del diritto alla vita Walter Nuzzo, Comitato interfedi: «Se distruggiamo il pianeta, il primo scompare, mentre il secondo è legato al sentirsi impotenti di fronte ai fatti del mondo: questa mostra ci spiega che non lo siamo, che insieme si può ottenere molto. Quanto possiamo incidere sul cambiamento climatico? Tantissimo grazie a piccole accortezze, grazie a principi etici e morali come quelli raccontati dei pannelli della mostra».
Prima di cominciare le visite in compagnia dei ciceroni, che hanno accompagnato anche i piccoli della scuola dell’infanzia Dora Baltea e la 1ªL del Liceo Gramsci, indirizzo Scienze umane, ha preso la parola la curatrice della mostra Stella Bianchi: «Quando passeremo alla dicitura allerta clima al posto di allerta meteo avremo raggiunto la giusta consapevolezza per la lotta contro la crisi climatica. L’impegno che mettiamo in questa campagna serve a prenderci cura della nostra vita, dell’ambiente e del futuro. Con tante azioni singole possiamo cambiare il sistema, perché ognuno di noi ha infinite possibilità». La mostra, aperta dalla musica della scuola musicale Suzuki, dall’arte e dai suoni di Fabrika di Fabrizio Zanotti e dalle tavole rotonde serali, sarà visitabile fino a domenica 16, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. —