La trappola per Elly Schlein ha un regista occulto all’esterno del Pd: Giuseppe Conte, il leader del M5S che capeggia il fronte del “no al riarmo” della Ue e che dopo la frattura del voto in Europa consumatasi nel Pd ora cerca di provocare una vera e propria scissione nel dibattito che da domani si svolgerà in Parlamento. Spentisi gli echi della piazza “europea”, più o meno unitaria ma certamente molto “paracula”, Elly Schlein è chiamata a rimettere insieme i cocci del Pd, ma il rischio è che lo strappo avvenuto mercoledì corso a Strasburgo potrebbe ripetersi anche nel Parlamento italiano.
Il trappolone sulle mozione riarmo sì, riarmo no di Conte a Schlein
“Formulare una risoluzione che tenga tutti insieme non è semplicissimo, ma fattibile, a patto che ci sia la volontà politica. Il fatto è che, intorno a Schlein, tra i suoi fedelissimi, c’è chi spera in una nuova frattura con la minoranza riformista. Anzi, c’è chi vorrebbe addirittura provocarla, sottoponendo ai colleghi un testo netto nei toni e con pochi (o nulli) margini di negoziazione”, scrive oggi Repubblica. Il baratro, nel Pd, è vicino.
Il M5S e Conte puntano a convergere, con un documento fortemente critico rispetto alla proposta von der Leyen, su una mozione unica anti-riarmo Ue da votare insieme al Pd. Ma i “vonderleyniani” del Partito Democratico, capeggiati da Pina Picierno, accetterranno un “no” categorico al piano “ReArmUe”? Molto difficile. Ed ecco che la spaccatura nel Pd sulla politica estera da psicodramma europeo potrebbe trasformarsi in “sfiducia” italiana alla segretaria. “Giuseppe Conte e la coppia Fratoianni-Bonelli non aspettano altro per rafforzare la direzione intrapresa dalla leader dem. Il presidente M5s, negli ultimi giorni, è stato insolitamente benevolo nei confronti di Schlein, elogiando la sua presa di posizione e arrivando a definirla una buona premessa per l’alternativa di governo”, scrivono ancora i giornali. Tanta benevolenza di Conte come si spiega? Indebolire la Schlein, segare il Pd, puntare alla scalata del “campo largo”.
La mozione del M5S, del resto, parla chiaro e impegna il governo a esprimere “ferma contrarietà al piano Rearm Europe, che va sostituito integralmente con un piano di rilancio e sostegno agli investimenti che promuovano la competitività e le priorità politiche dell’Unione europea quali: spesa sanitaria, sostegno alle filiere produttive e industriali, incentivi all’occupazione, istruzione, investimenti green e beni pubblici europei”.
Quanto basta per spaccare il Pd.