Esportazioni, con i dazi americani rischi moderati per le ditte pavesi
PAVIA. Quanto ha da temere l’economia della provincia di Pavia dalla possibile introduzione di dazi, barriere doganali, ostacoli al commercio internazionale? Una risposta arriva dall’analisi condotta, sulla base degli ultimi dati Istat sull’export delle province italiane, da Prometeia per conto del Sole 24 Ore. È evidente che maggiore è il livello delle esportazioni, rapportato al Pil, e più alti sono i rischi per un determinato territorio di subire gravi conseguenze dalle guerre commerciali come quella che sembra profilarsi tra Stati Uniti e Unione europea, stando almeno a quanto minacciato il presidente americano Donald Trump.
Grado di dipendenza moderato
Intanto, Pavia ha esportato nel 2024 prodotti per 4,6 milioni di euro circa (penultima in Lombardia davanti a Sondrio) con un incremento del 12,9% rispetto al 2019, uno degli aumenti più contenuti.
La provincia figura a metà della classifica per grado si dipendenza dalle esportazioni: ogni 100 euro di Pil sono 30,5 quelli che arrivano dalle vendite fuori dai confini nazionali. Un livello tutto sommato non elevato, se si pensa che 22 province (in testa Arezzo co n un valore super di 141,2 euro, seguito da Lodi con 98,5 e Siracusa con 87,6) hanno una percentuale di export sul Pil superiore al 50% e che altre 9 rientrano nella fascia a forte dipendenza (oltre il 45%), mentre Pavia è all’ultimo posto della seconda fascia, giusto a ridosso di quella con una dipendenza media e bassa.
Non solo, perché se è vero che i maggiori rischi arrivano dal commercio con gli Stati Uniti, c’è da dire che appena il 2,8% delle esportazioni pavesi ha come destinazione gli Stati Uniti (il 71% è per Paesi dell’Unione europea, in primis Francia e Germania): si tratta di una delle percentuali in assoluto più basse tra le province italiane (solo Lodi, Caltanissetta, Rieti e Trieste ne hanno una inferiore).
Il dettaglio dei vari comparti
All’interno di questa quota ridotta hanno qualcosa in più da temere le imprese del settore dei macchinari, quello che contribuisce in maggior misura alle esportazioni pavesi (oltre 900 milioni all’anno): qui la quota destinata agli Stati Uniti sale al 7,5% sul totale. Identica percentuale per prodotti tessili, abbigliamento e accessori (però su 120 milioni di esportazioni totali). Poco toccati i comparti sia della farmaceutica pavese, il secondo per importanza con 850 milioni di vendite all’estero (solo l’1,2% va negli Usa), quelli dei prodotti chimici, dei metalli di base e della gomma-plastica, con quote Usa sull’export complessivo rispettivamente pari a 0,8%, 1,2% e 2,2%.
Altro settore importante per le esportazioni della provincia di Pavia è quello dei prodotti alimentari, che vale circa 650 milioni di vendite all’estero, ma anche qui solo per l’1,4% arriva dagli Stai Uniti. Il vino, in particolare - su cui pende la minaccia di superdazi al 200% - nel 2022 ha fruttato vendite per appena 2,7 milioni su 26 in totale di esportazioni.