In piazza per l’Europa anche in città con sindaci e cittadini
IVREA
Mentre a Roma si svolgeva la manifestazione a favore dell’Europa lanciata dal giornalista Michele Serra, anche a Ivrea gli europeisti si sono riuniti sotto il segno Una piazza per l’Europa. A Roma ha partecipato il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, con il consigliere regionale Pd Alberto Avetta e il sindaco di Torino Stefano Lorusso.
A Ivrea, nonostante la pioggia, nel pomeriggio di sabato 15, una ventina di persone si è ritrovata nei pressi della stele dedicata alle deportate di guerra posta di fronte al liceo Botta, per manifestare il proprio desiderio di un’Europa unita. Tra loro, anche i sindaci Luigi Ricca di Bollengo e Antonio Mazza di Banchette, così come la consigliera comunale Pd di Ivrea Barbara Manucci. «Oggi l’Europa viene attaccata da più parti, e vi sono molteplici spinte contro l’unione – dice Giampiero Bobbio, rappresentante del Movimento federalista europeo e promotore della manifestazione eporediese –. Noi siamo qui per sostenere quelli che a Roma stanno manifestando per l’Europa, a cui si addossano tutte le colpe nonostante tutte le opere che supporta, in particolare quelle del Pnrr, che i sindaci sanno bene quanto è importante». «Noi stiamo spingendo per un’Europa federale, simile al modello degli Stati Uniti, con la sovranità al centro, mentre l’Europa di oggi è una confederazione, con la sovranità demandata ai singoli Stati – aggiunge –. Per quello oggi, nonostante l’Europa sia una grande potenza economica, non si fa sentire in politica estera, perché ogni Stato agisce in autonomia, e finiamo con avere 27 politiche estere divergenti. Quando si porterà questa competenza al centro, allora l’Europa avrà il potere di farsi sentire. Non sarebbe necessario nemmeno essere subito tutti, basterebbe un nucleo di Stati di buona volontà. La piazza di oggi spero che lanci il messaggio anche ai capi di Stato, spesso restii a cedere parte del proprio potere a un ente sovranazionale, che un grande numero di persone vorrebbe un'Europa più unita e confederale. Se pensiamo a 50 anni fa, con le dittature fasciste in Europa occidentale e l'Unione sovietica in quella orientale, le cose sono migliorate, e io spero che continueremo su questa strada».