Siano non replica alle destre «Qui una bellissima iniziativa»
Ivrea
Non si sofferma sulle polemiche Francesca Siano, in arte Francamente, cantante queer classe 1996 originaria di Torino e ospite nei locali dello Zac venerdì 14 per l’evento conclusivo di Città dell’uomo, la 3 giorni organizzata dal liceo Gramsci di Ivrea giunta quest'anno alla sua terza edizione. «Chiaramente esprimere opinioni comporta una controparte – commenta la cantante –. Io sono sempre aperta al dialogo e al confronto, fin quando espresso in maniera non violenta». La presenza di Francamente, e soprattutto il patrocinio del Comune all’evento, avevano infatti scatenato le polemiche della destra in consiglio, a causa di alcune critiche espresse dalla cantante riguardanti l’inno e la bandiera italiani, definiti anacronistici. Una polemica sulla quale la cantante, a riguardo, preferisce non soffermarsi, per concentrarsi invece sul tema della serata, l'emancipazione della donna, e su quanto uscito dai 9 tavoli di lavoro intergenere e intergenerazionali formatisi durante l’evento.
Gruppi composti dalle 5 alle 10 persone, che hanno lavorato insieme per confrontarsi su stereotipi e luoghi comuni legati al genere, esprimendo poi bisogni, riflessioni e possibili interventi. «È stata una bellissima iniziativa, dove le persone hanno dialogato tra loro su frasi fatte e luoghi comuni legati al genere selezionati dai ragazzi del liceo, per poi esprimere le sintesi di queste riflessioni – spiega Siano –. Un grande momento di confronto e convivialità». Molte le tematiche fuoriuscite, dalla discriminazione al linguaggio: «Si è parlato di molti temi, dando spazio a opinioni anche diverse tra loro, ma soprattutto si è parlato di educazione – continua la cantante –. In particolare riguardo a come fare perché certi temi vengano trattati prima che succedano i problemi».
L’educazione sessuo– affettiva nelle scuole, da tempo al centro del dibattito pubblico e soprattutto delle richieste provenienti dagli studenti, è infatti uno dei temi che compare maggiormente tra i bisogni fuoriusciti dai tavoli di lavoro, ma non l’unico. Anche la genitorialità, da non vivere come un obbligo ma come una scelta, e il supporto a essa, in particolare il congedo di paternità e l’attenzione ai percorsi non tradizionali, sono tra i temi che compaiono più spesso nelle risposte uscite dai gruppi di lavoro, così come la decostruzione dei ruoli di genere soprattutto in relazione al maschile.
Una giornata riuscita e partecipata insomma, degna conclusione per la 3 giorni di Città dell’uomo: «Ringraziamo per l’ospitalità in questo terzo anno – commenta il dirigente scolastico del Gramsci Marco Bollettino –. Le risposte e le riflessioni dei nostri studenti sono per me la maggiore soddisfazione, il senso vero del lavoro che facciamo al Gramsci: se alla fine del percorso da noi i ragazzi acquisiscono una tale consapevolezza e capacità di parlare in pubblico, questa ricchezza di argomenti, allora significa che abbiamo lavorato bene. Del resto non ci importa».
«Ringrazio tutti i ragazzi, i docenti e le associazioni che hanno lavorato per il grande successo di questa tre giorni – conclude la vice sindaca e assessora alle politiche sociali di Ivrea Patrizia Dal Santo –. Ringrazio inoltre per l’invito, un grande onore per me, che io interpreto come un’occasione di venire ad ascoltare e a capire i bisogni e le idee portateci dai ragazzi, che siano di stimolo alla nostra azione politica. Dal mio punto di osservazione, composto dal mio lungo lavoro come logopedista in città e dalla mia esperienza nell’associazionismo prima ancora che dal mio ruolo istituzionale, non posso che vedere come ci sia ancora molto da fare perché il diritto a una parità tra i generi sia concreto ed esigibile, anche nelle scuole, ma vedo una grande capacità di connettere le grandi questioni sociali e di leggere le problematiche interconnesse, oltre a veder crescere una classe di giovani donne che hanno voglia di mettersi in gioco nella politica, sperimentando anche forme di potere condivido e leadership orizzontale, che non può che farmi piacere».