Il vescovo in visita al Comune di Pavia: dialogo sul nodo della povertà
Pavia. Il vescovo e il sindaco sono concordi: l'urgenza per una Pavia che desidera creare sempre più un senso di comunità sono i senza fissa dimora. In particolare si avverte l'esigenza di avere quanto prima un dormitorio femminile, che ancora manca nonostante se ne parli almeno da dieci anni. Questo il primo aspetto emerso ieri pomeriggio quando, dopo un incontro a porte chiuse durato oltre un'ora, si è conclusa la tappa della visita pastorale che il vescovo ha voluto programmare a palazzo Mezzabarba.
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Giornata di dialogo
Seduti intorno al tavolo del dialogo monsignor Corrado Sanguineti (accompagnato dal vicario cittadino don Carluccio Rossetti e da don Davide Rustioni per la pastorale giovanile), il sindaco Michele Lissia, il parco assessori quasi al completo e una rappresentanza dei dirigenti degli uffici amministrativi.
Attenzione alla persona, dunque, come punto fermo ribadito sia dalla diocesi di Pavia che dall'amministrazione. «Un'attenzione che dobbiamo incentivare insieme -ha sottolineato monsignor Sanguineti- gli spazi per un dormitorio femminile già potrebbero esserci e sono all'oratorio San Mauro. Il problema però è gestirlo, fare in modo che non sia solo un posto dove dormire ma anche dove poter avviare un percorso di reinserimento nella società. Ed è in questa gestione che deve entrare la condivisione con il Comune».
Il nodo dei senza casa
Sulla stessa linea anche il sindaco. «Quella dei senza fissa dimora è senza dubbio una condizione sociale molto critica -ha detto Lissia- lavoreremo insieme alla nascita di un dormitorio femminile, che possa essere gestito da una rete di servizi sociali. Sarà un cammino lungo, ma dobbiamo fare in modo che a Pavia nessuno si senta più solo».
Al centro dell'incontro anche la volontà di dare vita a una sorta di percorso turistico strutturato per valorizzare le chiese soprattutto del centro storico. E dall'assessora Angela Gregorini è partita la richiesta di una maggior disponibilità ad alloggi per i pellegrini che desiderano sostare a Pavia come crocevia del loro cammino lungo la via Francigena, ma non solo.
«Al momento abbiamo l'ostello in Borgo Ticino e quello a Santa Cristina -ha detto il vescovo- ma ci impegneremo a trovare altre strutture, perché è senza dubbio un bel segno di ospitalità e di accoglienza da parte della città».
Insieme hanno parlato della canonica di San Pietro in Verzolo che, come struttura, potrebbe prestarsi alla soluzione ma -come ha ribadito il presule- necessita di lavori ingenti per essere trasformata in ostello. Tra i tanti argomenti affrontati - che sono andati dagli oratori come aggregazione giovanile alle tematiche legate all'affettività che non lesinano confronti anche accesi- anche l'impegno della diocesi a dare il proprio contributo in tema di sensibilizzazione energetica partendo dalle parrocchie. La Casa del Giovane e due parrocchie sono già orientate ai pannelli solari, ma il problema per tante strutture religiose è il superamento dei vincoli paesaggistici. —
Monsignor Corrado Sanguineti parteciperà il prossimo lunedì 7 aprile (ore 21) al consiglio comunale a Palazzo Mezzabarba. È stato il sindaco Michele Lissia a invitarlo. «Vogliamo avere massima apertura nei confronti dei rappresentanti religiosi della nostra città – ha spiegato – e con loro abbiamo un dialogo continuo». Si parte quindi con il vescovo, con l'intenzione di estendere poi l'invito anche ai responsabili delle altre comunità religiose della città. Alla domanda se sapesse che si tratta di una "prima" assoluta di un presule in consiglio a palazzo Mezzabarba, Lissia ha risposto con un sorriso: «È anche la prima volta di un sindaco sardo. Si vede che noi siamo quelli delle prime volte».