I vini di montagna tornano protagonisti alla fiera di Vinitaly
BARD
La Valle d’Aosta torna a Vinitaly e annuncia il ritorno, dopo alcuni anni di assenza di Vins Extrêmes, la due giorni dedicata alla viticoltura eroica di montagna che si terrà il 22 e 23 novembre al Forte di Bard. La regione alpina sarà presente alla 57ª edizione di Vinitaly, il prestigioso salone internazionale del vino e dei distillati, dal 6 al 9 aprile a Verona. Un appuntamento strategico per la valorizzazione delle eccellenze vitivinicole valdostane.
Molti dalla Bassa Valle
Durante la manifestazione, diverse aziende anche della Bassa Valle proporranno in degustazione le loro migliori etichette, presentando anche le novità, frutto della continua ricerca e sperimentazione, a conferma di un comparto in costante evoluzione.
«La partecipazione a Vinitaly è un appuntamento irrinunciabile per il nostro comparto vitivinicolo – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Carrel – perché ci permette di valorizzare il lavoro dei nostri produttori in un contesto di grande rilievo internazionale. I nostri vini di montagna traggono indubbio vantaggio dalla presenza a questa Fiera, che ci accoglie sempre con rinnovato entusiasmo e dove la promozione passa attraverso la degustazione delle nostre eccellenze. Intensifichiamo il supporto alle aziende partecipanti attraverso un contributo indirizzato al Consorzio Vini della Valle d’Aosta, per la partecipazione alla Fiera e l’allestimento degli spazi espositivi». L’assessorato si fa inoltre carico degli aspetti comunicativi, nonché della promozione del territorio vitivinicolo valdostano, grazie alla presenza dei sommelier coinvolti e attraverso l’organizzazione di specifiche masterclass, finalizzate alla scoperta dei prodotti enogastronomici valdostani.
Il grande ritorno
«Lunedì 7 aprile sarà, inoltre, l’occasione – conclude Carrel – non solo per lanciare l’evento Mondial des Vins Extrêmes ma anche per presentare la manifestazione Vins Extrêmes, che si terrà a novembre 2025 nella prestigiosa cornice del Forte di Bard». Amelio Ambrosi