Ultimo derby: Ranieri prepara la sorpresa
AS ROMA NOTIZIE – L’ultimo derby è come il primo. Almeno per Claudio Ranieri. Emozione, pathos, desiderio viscerale di vincerlo. Stavolta, però, c’è qualcosa di diverso: per la prima volta in carriera, anche una sfinge come lui potrebbe lasciarsi scalfire. Salendo le scalette dell’Olimpico, con il cuore che batte e la mente che corre, Ranieri si troverà a metà tra il sogno di chiudere la carriera con uno storico sei su sei e la malinconia di chi sa che il campo sta per lasciarlo. O forse no, perché Ranieri è il campo. “Magari farò qualche viaggetto”, ha detto, ma è chiaro che lui vive per notti come questa.
A Dazn si mostra come sempre: tranquillo, sereno. “Mi avvicino a questa partita in maniera normale”, dice. È il suo marchio di fabbrica. Niente ansia, niente pressioni, solo lavoro e preparazione. Fino all’ultimo dettaglio. Stavolta, però, Claudio si diverte anche a giocare a nascondino. Pretattica pura, sia fuori che dentro Trigoria. Ieri sera, nessuno dei suoi sapeva se avrebbe giocato. Vuole sorprendere Baroni, fino all’ultimo. E intanto riflette, rimugina, studia. L’andata è ancora negli occhi di tutti: la Roma che si rialza e si prende l’abbraccio della Sud dopo un inizio di stagione da horror. Sono passati solo quattro mesi, ma sembrano anni. Perché il calcio non ha memoria. E il derby, meno che mai. Conta solo l’adesso.
Ma l’adesso, per Ranieri, è anche il ricordo nitido del 5 gennaio. Una partita dominata con intelligenza, dove la Roma asfaltò la Lazio con una strategia impeccabile. Pellegrini e Dybala, liberi di muoversi tra le linee, furono devastanti. L’azione del primo gol resta un capolavoro: lancio di Ndicka, sponda di Dovbyk, tocco di Pellegrini per Dybala, apertura per Saelemaekers, poi ancora Pellegrini a chiudere. Una sinfonia in movimento. Otto minuti dopo, il bis. Ancora una sponda di Dovbyk, ancora un corridoio centrale per Dybala, che allarga per Saelemaekers. Il belga, aiutato dal ritardo di Nuno Tavares, batte Provedel. Due gol simili, costruiti con qualità e freddezza. E oggi, senza Dybala, ci si chiede: è replicabile?
Soulé? Baldanzi? Chi può garantire la stessa corsa, la stessa lucidità tra le linee? Ranieri lo sa: in partite così, serve verticalità. Niente palleggio sterile. Se serve, si va lunghi. Ecco perché l’idea delle due punte e una mezzala in più (magari Pellegrini o Cristante) resta sul tavolo. Ma tutto va ponderato: cambiare in corsa è un rischio, e Ranieri non lascia nulla al caso. Una cosa è certa: con lui, la sorpresa è dietro l’angolo. Che sia all’inizio o a partita in corso, poco importa. L’obiettivo è uno solo: avere ragione. Ancora una volta.
Fonte: Il Messaggero
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