Castellamonte, il sindaco Pasquale Mazza: «Aiuti alla gente per le case, le alluvioni siano considerate come i terremoti»
CASTELLAMONTE. Sono ancora una quindicina le famiglie che dopo l’alluvione di metà aprile non sono potute rientrare nelle loro case dislocate nelle frazioni di Castellamonte, così il sindaco e consigliere metropolitano Pasquale Mazza fa appello alla politica e al Governo affinché i danni da alluvione vengano equiparati ai danni da terremoto.
«L’urgenza è massima: per liberare le strade che ancora oggi, tre settimane dopo l’alluvione, sono ostruite dai detriti e dalle frane, occorreranno quasi 2 milioni e 200mila euro – racconta il primo cittadino di Castellamonte –. Abbiamo fatto tutti i provvedimenti in nostro potere come amministrazione comunale, mentre attendiamo ulteriori sviluppi da parte di Regione Piemonte. Intanto una serie di lavori è già iniziata e gli interventi stanno andando avanti. Tuttavia, la gestione di questa problematica va affrontata e in modo totalmente differente rispetto al passato. Bisogna studiare bene il da farsi per farsi ascoltare più in alto».
Al centro della questione ci sono i privati, per cui secondo Mazza non sono attualmente previsti adeguati ristori per i danni da alluvione: «Credo che i privati cittadini abbiano diritto ad avere un risarcimento per far fronte alle difficoltà. Da qui nasce la mia domanda: perché se un’abitazione che crolla dopo un terremoto può essere ricostruita con un contributo statale, non è previsto un analogo sostegno per i danni da alluvione? Dopo un terremoto, in genere, le case vengono ricostruite con un sostanzioso contributo dello Stato. Tra un terremoto e un’alluvione non credo ci siano grandi differenze, per cui sarebbe opportuno equiparare questo tipo di calamità affinché i sostegni siano equi in entrambi i casi».
La Regione Piemonte, in seguito all’alluvione del 2020, aveva destinato ristori fino a 5mila euro per il ripristino dei danni alle abitazioni principali e fino a 20mila per le attività economiche. Cifre che, nel caso dei danni registrati durante l’evento di aprile, con case spazzate via e completamente inagibili, poco possono fare. Allo stesso modo, a seguito di eventi calamitosi per i quali sia stato riconosciuto lo stato di emergenza, il Codice di protezione civile prevede, a sostegno dei nuclei familiari colpiti, un contributo per i cittadini che si sistemano in modo autonomo (da parenti, amici, affittando una casa). Il contributo è concesso per tutto il periodo dello stato di emergenza, che può durare per un massimo di 24 mesi. I cittadini che hanno avuto l’abitazione principale distrutta o sgomberata a seguito di dichiarazione di totale o parziale inagibilità possono avanzare richiesta al Comune del contributo per l’autonoma sistemazione. I contributi per la ricostruzione in seguito a un terremoto, invece, possono includere agevolazioni fiscali, come il Sismabonus e il Super sismabonus per la ricostruzione e l’adeguamento sismico, contributi diretti e altri benefici specifici per le aree colpite, anche cumulabili tra loro.
Secondo Mazza occorre cambiare il sistema: «Parliamo di danni da centinaia di migliaia di euro per le famiglie evacuate a Castellamonte, per cui la mia proposta è quella di ampliare gli aiuti ai privati. Questa opzione potrebbe essere coadiuvata dalla stipula di assicurazioni per eventi calamitosi, con le compagnie assicurative che dovrebbero andare incontro ai cittadini sui costi di adesione. Ad oggi qui a Castellamonte sono fuori casa ancora una quindicina di famiglie tra le frazioni di Preparetto, Sant’Anna Boschi, Filia e Campo. È il momento che il Governo ci ascolti, ma il mio appello si rivolge prima di tutto ai rappresentanti della politica del nostro territorio. Urgono soluzioni urgenti per aiutare chi rimane colpito dalla violenza dell’acqua e rischia di non poter più rientrare nella propria casa», conclude Mazza.