Castellamonte, cane trovato morto, è allarme esche: «Non sono oggetti»
RIVAROLO CANAVESE. La cura degli animali, in particolare dei cani, è sempre più al centro dell’attenzione, delle amministrazioni comunali e degli enti che se ne occupano. Lo scorso 30 aprile un cane è stato trovato morto a Castellamonte, lungo la strada provinciale per Castelnuovo Nigra. Il Comune ha lanciato l’allarme per possibili esche avvelenate. Il Comune di Rivarolo, invece, in vista del rinnovo della gestione del canile comunale, e insieme al Canile di Caluso, riflette sulla mancanza di responsabilità verso i cani.
Esche avvelenate a Castellamonte
«Il 30 aprile scorso è stato segnalato al Comune di Castellamonte un caso di sospetto avvelenamento di un cane rinvenuto privo di vita lungo la strada per Castelnuovo Nigra – racconta il sindaco Pasquale Mazza –. La segnalazione è stata effettuata dal medico veterinario che ha preso in carico l’animale e ha poi trasmesso il materiale biologico (contenuto gastrico e organi interni) all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per le analisi di laboratorio finalizzate alla conferma della diagnosi». Nell’attesa di saperne di più arrivano anche le raccomandazioni alla popolazione: «Si invitano i cittadini alla massima attenzione, evitando di lasciare animali domestici incustoditi nelle aree pubbliche, sorvegliando sempre i bambini ed evitando di toccare esche o sostanze sospette presenti sul suolo pubblico. In caso di sintomi riconducibili a intossicazione, come vomito, convulsioni e difficoltà respiratorie, invitiamo i cittadini a rivolgersi immediatamente a un veterinario. Non appena arriveranno gli esiti delle analisi daremo alla popolazione maggiori informazioni. Per segnalazioni rivolgersi a protocollo@pec.comune.castellamonte.to.it».
La gestione del canile di Rivarolo
È la regola che ogni quattro anni il Comune di Rivarolo valuti le manifestazioni d’interesse per la gestione del canile comunale. Ciò che si augura l’amministrazione comunale guidata da Martino Zucco Chinà è ancora una volta la continuità, perché dal 1999 il servizio è gestito dal Canile di Caluso. La manifestazione dell’ente è già arrivata. «Nel rispetto della normativa, che prevede una rotazione tra soggetti, abbiamo avviato un’indagine di mercato – spiega il sindaco –. Ad oggi i cani ospitati sono circa 45 e il numero massimo è 50. All’attuale gestore, il Canile di Caluso, interessa proseguire la gestione e, per il bene degli animali, affinché non cambino le loro figure di riferimento all’interno del rifugio, auspichiamo continuità. Dal punto di vista etologico sarebbe fondamentale continuare in tal senso».
L’appalto del servizio durerà quattro anni, dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2029, con un costo di circa 138mila euro: la scadenza per le manifestazioni di interesse è fissata alle 12 di domani, giovedì 8. Il rinnovo del servizio si presta ad una riflessione più profonda: «La situazione mostra che serve una diversa educazione, perché è mutato il fenomeno: oggi non parliamo più di randagismo, che è nettamente diminuito, ma di rinunce di proprietà di cani da parte dei privati. Il guaio è che spesso sono di grossa taglia, presi perché corrispondono a uno status symbol, ma poi i proprietari scoprono di non essere in grado di gestirli. Il senso di responsabilità è bassissimo: non c’è sensibilità, ma solo possesso».
Tra Rivarolo e Caluso sono ospitati 200 cani: «Ogni giorno ci arrivano richieste di ritiro, 3 soltanto lunedì, e le situazioni da risanare non hanno mai fine – racconta il presidente Luciano Sardino –. Poca sensibilizzazione e spesso disinteresse da parte delle istituzioni, ma anche l’idea che i cani siano oggetti e non esseri senzienti (l’Italia, al contrario degli altri Paesi europei, non ha ancora cambiato la normativa, ndr), non aiutano il nostro lavoro. Dopo il Covid sono calate le adozioni e sono diminuiti gli abbandoni effettivi, ma sono aumentate le rinunce di cani padronali. Nel 2024 abbiamo raccolto 454 cani: se delle circa 175mila persone del Canavese anche solo 30 adottassero un cane la situazione migliorerebbe. Prevenzione, sterilizzazioni e cultura al rispetto per gli animali sono fondamentali. Chi vuole prendere un cane ci pensi bene, perché non sono giocattoli».