Ivrea chiede il riconoscimento dello Stato palestinese
IVREA. «Riteniamo opportuno auspicare un atteggiamento responsabile da parte della Repubblica italiana, che possa includere il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina, la richiesta di un cessate il fuoco immediato e duraturo, e la sospensione di accordi politici, economici e militari con Israele, qualora si rendessero necessari a favorire un clima di dialogo e di rispetto dei diritti umani». L’amministrazione comunale di Ivrea dà seguito alla mozione proposta a giugno 2024 dai gruppi consiliari di maggioranza (Viviamo Ivrea, Laboratorio civico e Pd), a prima firma della consigliera Vanessa Vidano, e approvata dall’assise eporediese. Una lettera indirizzata dal Comune di Ivrea al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri, chiede il riconoscimento dello Stato palestinese e la sospensione degli accordi con Israele. Nata, anche, dopo il confronto con le associazioni che si occupano di pace a Ivrea e ogni sabato organizzano il presidio sotto il municipio ormai da oltre 160 settimane. «Siamo tra i primi Comuni italiani – spiega Vidano – ad aver approvato una mozione per il riconoscimento dello Stato palestinese, il primo in Piemonte. Erano pochi ad averlo fatto prima di noi. Ora, il mese scorso, si è aggiunta anche Torino».
La lettera è stata inviata lunedì 5 maggio, proprio mentre Israele decideva l’escalation a Gaza e in Yemen. «Le notizie provenienti da Gaza da marzo 2025 sono estremamente preoccupanti – scrive l’amminstrazione comunale –. Purtroppo, sono stati segnalati episodi in cui civili, tra cui bambini, personale medico, operatori umanitari e giornalisti, sono stati coinvolti in situazioni di violenza e di attacchi diretti, che sembrano rappresentare una strategia di pressione e di conflitto. La sospensione degli accordi sul cessate il fuoco da parte di Israele costituisce un episodio che richiede un’attenta riflessione e una risposta concertata, nel rispetto del diritto internazionale e della dignità umana. È importante sottolineare come sia fondamentale che tutte le parti coinvolte si impegnino per un percorso di dialogo e di pace, sostenuto anche dall’Unione europea e dai paesi coinvolti».
Preoccupazione anche per le soluzioni proposte. «Alcune delle ipotesi di intervento che sono state avanzate - spiega l’amministrazione -, come la possibile deportazione di popolazioni palestinesi verso altri Paesi o la trasformazione della Striscia di Gaza in un’area sotto gestione internazionale, richiamano l’attenzione su temi delicati di grande rilevanza umanitaria».
Ivrea rafforza così il suo legame con la popolazione palestinese: con l’iniziativa un ponte per Beit Ummar, coordinata dalla vice sindaca Patrizia Dal Santo, aveva raccolto 10mila euro per costruire una cisterna d’acqua.