Vigevano, massacrato con quaranta coltellate. Il killer confessa: «Mi doveva dei soldi»
VIGEVANO. Massacrato con circa 40 coltellate per un debito di droga. Luca Leone, 42 anni, è morto nel cortile di casa, in corso Novara a Vigevano, dove abitava con la moglie, che al momento dell’aggressione si trovava nell’appartamento al secondo piano del caseggiato al civico 86 con il cagnolino. Per l’omicidio, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, verso le 4.30, è stato arrestato Cleo Koludra Stefanescu, 25 anni, originario della Romania ma da anni residente a Vigevano. Il giovane, disoccupato e con precedenti, ha chiamato il suo avvocato, Roberto Grittini, e poi ha atteso i carabinieri.
I militari del Nucleo Radiomobile lo hanno fermato vicino all’abitazione, con ancora in mano l’arma del delitto insanguinata: un coltello da cucina che il giovane aveva prelevato in casa di un amico, nel corso della serata. Durante l’interrogatorio davanti alla magistrata Valentina De Stefano ha confessato: «Mi ha minacciato, ha detto che conosceva delle persone, io volevo solo i miei soldi, ho avuto paura e non ho capito più nulla», ha dichiarato prima di essere portato in carcere a Torre del Gallo a Pavia con l’accusa di omicidio volontario.
Il debito
Sul movente sono ancora in corso le indagini dei carabinieri di Vigevano, che sul contesto in cui è maturato l’omicidio mantengono il riserbo più stretto. Nel primo interrogatorio, comunque, il giovane ha fornito diversi elementi, che ora dovranno essere approfonditi. Secondo questa ricostruzione l’aggressore e la vittima, che si erano conosciuti in carcere (anche la vittima aveva precedenti penali), avevano stretto un patto per la vendita di oltre due chili di cocaina. Un quantitativo ingente, del valore presunto di circa 80mila euro.
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La droga, a quanto pare, sarebbe stata ceduta da Stefanescu a Leone (sulla provenienza dello stupefacente sono in corso gli accertamenti), il quale avrebbe dovuto versare nel giro di qualche giorno al 25enne il corrispettivo in denaro. «Ma continuava a rimandare, diceva che dovevo lasciar perdere, che conosceva “gente”», ha raccontato l’indagato agli inquirenti.
L’incontro
Lunedì sera Stefanescu ha trascorso la serata con un altro giovane, prima al bar Donizetti e poi a casa dell’amico. Da qui, secondo quanto ricostruito, si sarebbe fatto dare un coltello da cucina, senza spiegare il motivo, prima di uscire. Quindi avrebbe chiamato Leone e gli avrebbe chiesto un incontro al bar Blue River. Il tema era sempre lo stesso, a quanto pare: i soldi della droga. I due hanno bevuto qualcosa, poi, verso le 3, sono andati a casa di Leone, dove c’era la moglie. Hanno iniziato a discutere in camera da letto, poi vista la presenza della donna hanno deciso di proseguire il confronto nel cortile.
L’aggressione mortale
Qui Stefanescu, per sua stessa ammissione, ha estratto il coltello che aveva nascosto sotto la felpa e ha colpito il suo rivale. Uno, poi altri colpi, alla testa, all’addome, al torace, al volto. Il giovane è finito per terra, ma è stato colpito ancora. Una furia cieca. Alle 5.05 Stefanescu ha chiamato il suo avvocato e il 112, mentre si allontanava dal luogo del delitto. Subito è scattata l’allerta: i carabinieri hanno rintracciato Stefanescu poco distante dal caseggiato di corso Novara. Sul posto sono arrivati anche i mezzi del 118, ma gli operatori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 42enne.
Il medico legale, dal primo esame del corpo, ha contato una quarantina di fendenti. L’autopsia dovrà precisare il numero di coltellate e isolare quelle mortali. I rilievi scientifici sono stati affidati ai militari del Nucleo investigativo di Pavia, che hanno esaminato la scena del crimine nel cortile e raccolto le prime testimonianze. Il coltello è stato sequestrato e sarà analizzato. I carabinieri vogliono approfondire alcune circostanze riferite dall’indagato durante l’interrogatorio, a cominciare dalla presunta cessione di droga. Da chiarire anche la sottrazione del coltello a casa dell’amico.