Nardelli: «Al Fraschini spettatori come prima del Covid. Nel 2026 più musical»
Il teatro Fraschini chiude una buona stagione: ha diversificato l’offerta, raggiungendo nuovi pubblici, ha aumentato il numero di biglietti, mentre diminuisce l’età media degli spettatori e i gusti cambiano.
Il direttore del teatro di Pavia, Francesco Nardelli, traccia un bilancio di fine anno positivo, manifestando soddisfazione e - soprattutto - dando appuntamento ad abbonati, spettatori e curiosi per sabato 24 maggio (ore 18) alla presentazione della stagione 2025-26.
Il senso del progetto del direttore Nardelli è quello di un teatro dove tutti si trovino a casa, un teatro di un capoluogo di provincia non può andare in un’unica direzione, ma deve tener conto di tanti interessi e dei gusti di spettatori diversi. «Chi viene in teatro in primo luogo deve avere il piacere di prendersi tempo, di staccare dal resto, non soltanto dal cellulare, e immergersi nel fascino di uno spettacolo. Così imparerà il secondo concetto che mi è caro: il teatro fa bene e fa star bene». Francesco Nardelli parla di una sorta di welfare teatrale: «Il teatro è condivisione, socialità e, nello stesso tempo contribuisce a costruire la nostra identità. Nella mia idea il teatro è lo specchio della nostra cultura, deriva dalla letteratura, è il frutto del nostro sviluppo culturale».
Direttore, ci dia qualche numero sulla stagione che si è conclusa.
«In primo luogo registriamo segnali positivi perché sono aumentati gli incassi e le presenze, ma soprattutto è aumentata una presenza continua, è incrementato il livello medio di partecipazione. Se non fosse stato per uno spettacolo, l’ultimo, la prosa avrebbe registrato un andamento ottimo».
L’ultimo spettacolo di prosa è quello di e con Gabriele Lavia?
«Sì, forse il titolo (“Lungo viaggio verso la notte”, di Eugene O’Neill) non era azzeccato. In generale la prosa ha superato i 12mila spettatori, mille più dello scorso anno».
Quali sono stati gli spettacoli più visti?
«“La buona novella”, con Neri Marcorè ha incassato più di duemila presenze in tre serate. Lo scorso anno lo spettacolo più frequentato era stata “La mia vita raccontata male”, con Claudio Bisio. Quest’anno abbiamo avuto un picco meno alto, ma presenze medie superiori».
Gli altri spettacoli più apprezzati, parlando sempre di prosa?
«Franciscus di Cristicchi e Agatha Christie».
La novità dell’anno sono stati i musical, il pubblico ha gradito?
«Benone, direi. Eravamo passati da uno a tre e il prossimo anno diventeranno cinque».
Il pubblico pavesea ama sempre il balletto classico?
«Diciamo di sì, la Giselle ha registrato 720 presenze, ma Notte Morricone di Marcos Morao ha strappato 642 biglietti. In generale la danza ha fatto registrare un +18% di presenze».
Continua il successo dell’opera?
«Quest’anno abbiamo avuto molti titoli popolari, scelti nell’ambito di Opera Lombardia. Il pubblico della lirica è in crescita da tre anni e abbiamo superato i livelli pre-Covid».
Direttore, con cosa ci stupirà il Fraschini nel 25/26?
«Intano con due musical in più e con tre spettacoli proposti dal teatro Alla Scala: uno di danza, uno corale e uno cameristico. E poi... mi taccio, e poi ne parliamo il 24 maggio».