San Giorgio, il Mercato della biodiversità punta sulla bellezza e tantissime novità
SAN GIORGIO CANAVESE. L’edizione numero 9 del Mercato della terra e della biodiversità si offre al pubblico sabato 10 e domenica 11 maggio, con il titolo “Bellezza 2025. Coltiva il paesaggio” e diventa un terreno sempre più fertile di contaminazioni: primo evento dell’anno del festival della Reciprocità creato nell’ambito del progetto Tre terre canavesane dai Comuni di San Giorgio Canavese, Agliè e Castellamonte: amministrazioni capaci di superare le logiche del campanile e di allargare i loro orizzonti verso una promozione di alto profilo. Un evento che mantiene un carattere internazionale con la partecipazione di quattro nazioni europee: Francia, Polonia, Svizzera e Slovacchia, presenti tra le vie del centro storico di San Giorgio Canavese con ben otto produttori. Una narrazione che si fa sempre più lunga – riassume l’assessore Ivano Rean Conto, che cura l’organizzazione con la direttrice del mercato Ambra Civallero – che si presenta con interessanti novità, e che lascia al centro il turismo esperienziale del gusto senza trascurare gli aspetti culturali grazie ai momenti di spettacolo con la Marlon Banda. Un mercato che si riscopre quale luogo di condivisione lungo un percorso di degustazione, che s’inaugura nel pomeriggio di sabato 10, tra una vastità di prodotti tipici, di presidi Slow food provenienti da quattordici regioni italiane e da quattro Paesi europei, per un totale di 64 espositori. Un’occasione di incontro in cui natura, paesaggio, storia, tradizioni, sapori, prodotti tipici, agribiodiversità ed eccellenze artigiane di territorio si intrecciano e si esaltano. Dietro il grande palcoscenico a cielo aperto si nasconde una filosofia di vita: «È il mercato delle origini – sottolinea Civallero – dove è la qualità a fare la differenza, dove produttori, presidi Slow food, maestri del gusto, diventano protagoniste con le loro peculiarità, con le loro storie e tradizioni che vengono reciprocamente condivise in un atmosfera di festa e convivialità.
Le novità sono legate al gusto: sia sabato che domenica sono quattro i produttori (Tenuta San Pietro Andrea neri con la cinta senese, la Focacceria Scarcella di Torino, la pasticceria Sessa 1930 di Napoli e la birra Rabel di Ivrea) che, in via Dante, che creano uno street food.
Domenica alle 12 il pranzo diventa un picnic nei giardini di tre storiche residenze che spalancano le porte ai visitatori (il castello, villa Malfatti e dimora Berchiatti). Il cesto già pronto e ricco di prelibatezze locali abbinate ai vini del Canavese viene consegnato all’ingresso (prenotazione consigliata al numero 3403912712).
Un’area della manifestazione lungo la centrale via Carlo Alberto sarà poi riservata ai Caffè storici del Piemonte (tra loro la pasticceria Roletti): in un clima di eleganza e raffinatezza d’altri tempi, si potrà gustare quello che punta al riconoscimento di patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
L’antica ala dove un tempo si svolgeva il mercato diventa la casa della biodiversità con l’apertura alle 16 di sabato di un laboratorio per bambini a cura dell’agrinfluencer Andrea Micale, mentre domenica si insegna il riciclo creativo nel rispetto del paesaggio curato alla cooperativa Andirivieni. Si apre ai turisti anche il museo Nossi Rais, mentre la Ca d’Cele in via Carlo Vigna ospita la mostra di pittura Momenti, a cura di Anselmo Castelli e in vicolo Berchiatti Silvio Giovetti espone (e inaugura) il suo museo privato Racconti dal passato con fotografie e documenti di San Giorgio. Il mercato si chiude alle 18 con il direttore artistico Peppone Calabrese e l’agrinfluencer Michele Monopoli, che lanceranno il pallone del mercato della terra e della biodiversità.