Famiglie arcobaleno in festa, sabato il corteo dalla stazione fino al castello
PAVIA. Sabato 10 maggio alle 10.30 si terrà la festa dell’associazione Famiglie arcobaleno, la rete nata nel 2005 per tutelare i diritti dei genitori omosessuali e dei loro figli: è il primo corteo organizzato a Pavia, oltre che l’unica data lombarda per celebrare la Giornata internazionale per l’uguaglianza delle famiglie che ricorre il 4 maggio (ma si festeggia adesso per via dei ponti di primavera).
La passeggiata delle famiglie – così è stata chiamata – comincerà in piazzale della stazione e finirà ai giardini del Castello alle 12.30, con un pic-nic e giochi di gruppo per i bambini. Durante il passaggio in piazza della Vittoria, si terrà un flash mob intorno alle 11.30.
«Non esistono famiglie migliori o peggiori, tradizionali e non. Quello che conta è l’amore per i figli accolti e desiderati, verso i quali abbiamo diritti e doveri» dice Maria Elena Mantovani, fondatrice dell’associazione nazionale che oggi conta 5mila nuclei associati in Italia, circa 600 in Lombardia e una 50ina in provincia. «Siamo famiglie come tutte le altre – aggiunge Mantovani – ma a differenza di altre, il nostro diritto a essere genitori non è ancora riconosciuto». A differenza delle coppie eterosessuali sposate o conviventi, il riconoscimento legale dei figli di famiglie omogenitoriali viene discriminato in Italia.
Da sempre, la procreazione assistita è consentita solo ai nuclei composti da un uomo e una donna, e per questo le coppie omosessuali devono andare all’estero e sostenere le spese di percorsi clinici spesso costosi. Tornate in Italia queste persone non godono di un riconoscimento legale completo perché una legge in materia ancora non c’è, e i pochi Comuni che ancora registravano entrambi i genitori sulla carta di identità del neonato sono stati fermati due anni fa dal governo. Al momento, solo il genitore biologico viene riconosciuto come tale dall’anagrafe, mentre l’altro resta senza tutele in caso di separazioni, emergenze sanitarie o impegni scolastici. «Se uno dei due genitori non è riconosciuto, non può fare il rappresentante nella classe di suo figlio – prosegue Mantovani – spesso non ha diritto di visita qualora il bimbo o la bimba vadano in ospedale, non può acconsentire alle cure salva vita o decidere per le vaccinazioni. In caso di separazione è come se non fosse mai stato parte della famiglia. E quando hai a che fare con la burocrazia, è in quel momento che ti accorgi che esistono ancora famiglie più tutelate di altre».
Oltre ad avviare una battaglia legale per far valere il riconoscimento di entrambi i genitori – un percorso intrapreso da molte famiglie – l’alternativa è la cosiddetta stepchild adoption, l’adozione del proprio stesso figlio permessa in casi particolari: un processo burocratico lungo e dall’esito non scontato, rimesso alla sentenza di un giudice al quale dimostrare che la volontà di diventare genitori è condivisa da entrambi.
L’associazione delle Famiglie arcobaleno è attiva da qualche anno a Pavia, e ha partecipato con uno spezzone alle ultime edizioni del Pride: il corteo in difesa dei diritti delle persone Lgbti+. Quella di sabato sarà la prima manifestazione autonoma in città, l’unica in Regione organizzata in contemporanea con i cortei che si terranno a Roma e Pomigliano e in altri comuni nei giorni seguenti. «Nei grandi centri come Roma o Torino la gente sa già chi siamo – conclude Mantovani – noi non vogliamo essere Milano-centrici, ma spezzare il pregiudizio delle persone con la conoscenza».