In 2mila al corteo pro Palestina a Ivrea: «È vile cedere all’indifferenza»
Ivrea. Un’imponente manifestazione quella che ha attraversato le strade di Ivrea nel pomeriggio di sabato 24. Oltre 2mila persone, provenienti non solo da Ivrea, ma anche da diversi Comuni canavesani e persino da Torino, hanno sfilato per la città in segno di protesta contro il genocidio in corso in Palestina. Una grande partecipazione, visibile anche dai numerosi lenzuoli bianchi presenti su balconi e portoni, spesso accompagnati dalla bandiera palestinese, come gesto di adesione alla mobilitazione Un sudario per Gaza, in ricordo delle oltre 50mila vittime civili uccise nella Striscia dal 7 ottobre 2023. Organizzato dal Presidio per la pace di Ivrea insieme al Comitato per la Palestina, la manifestazione ha preso il via dal piazzale della stazione, per poi attraversare corso Nigra, risalire in piazza Ferruccio Nazionale e quindi scendere di nuovo sul lungo Dora, fino a piazza Balla. Da qui il corteo ha imboccato via Arduino, per riversarsi infine in piazza Ottinetti, dove la giornata si è conclusa tra canti, poesie, balli e una merenda a base di anguria, frutto divenuto simbolo della resistenza palestinese.
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«Ormai tutti sanno cosa sta accadendo in Palestina – ha spiegato Sami Hallac, dell’Unione democratica arabo palestinese –. Il popolo palestinese sta lottando per difendere la propria identità e sopravvivenza. Quel che sta avvenendo oggi è iniziato più di 77 anni fa. Un periodo nel quale le città palestinesi sono state rase al suolo per costruire realtà simil occidentali, che non hanno nulla a che fare con la cultura locale. Israele ha creato un progetto coloniale, nel quale Stati uniti e Unione europea sono coinvolti fino al midollo: a giugno l’Italia rinnoverà automaticamente la cooperazione militare con Israele. In questo senso siamo tutti complici del massacro che sta avvenendo. È ora di decidere da che parte stare. In Palestina e in Cisgiordania, nonostante la distruzione e la morte, i palestinesi continuano a lottare per la vita, si sposano, fanno figli, producono cultura, musica, teatro. Sta a noi ora decidere se stare con chi massacra o contro».
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Consistente anche la presenza istituzionale: oltre al sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, diversi componenti della maggioranza eporediese, oltre a numerosi sindaci del Canavese, presenti con fascia tricolore. «Le amministrazioni locali non possono svolgere solo un ruolo amministrativo – ha spiegato Chiantore durante il suo intervento –. Hanno anche il dovere di coinvolgere i cittadini e il loro senso civico. Questi tempi difficili richiedono a ciascuno di noi, nei nostri diversi ruoli, di non cedere mai all’indifferenza. Voltarsi da un’altra parte e fingere che questioni internazionali troppo complesse non ci riguardino è un atteggiamento vile. La distruzione sistematica persino degli ospedali di Gaza a causa di bombardamenti indiscriminati e il blocco di aiuti umanitari per centinaia di migliaia di persone ridotte alla fame costituiscono crimini di cui il governo israeliano sarà chiamato a rispondere. Chiedo con forza la collaborazione di Sonia Cambursano, in qualità di consigliera di Città metropolitana, affinché si faccia portavoce presso il sindaco metropolitano Lo Russo per coinvolgere una parte ancora più ampia della società civile».
Presentate infine in piazza Ottinetti anche alcune proposte concrete di azioni da portare avanti in futuro, sia a livello nazionale, come il boicottaggio delle merci e delle banche che supportano Israele, che locale. Tra queste ultime, due raccolte firme: la prima per chiedere di issare sul Comune la bandiera palestinese, la seconda per la piantumazione di un ulivo, albero simbolo della cultura palestinese, in solidarietà a Gaza.