Impronte delle scarpe, la procura pronta a chiedere un’altra perizia
GARLASCO. Sulla scena del delitto di Garlasco, nella casa di via Pascoli, furono trovate sette impronte di scarpe con la suola a pallini. Impronte, secondo la relazione dei Ris del 2007, lasciate dall’assassino di Chiara Poggi. Ma a queste va aggiunta anche un’altra traccia: una impronta di sangue lasciata da una suola sporca sul tappetino di lana del soggiorno, mai attribuita e che rimase un mistero, perché parziale e perché il tessuto assorbente impedì di imprimere la traccia. Le orme a pallini furono attribuite, nella sentenza di condanna del processo d’appello bis, a una scarpa taglia 42 di marca Frau indossata dal fidanzato della vittima, Alberto Stasi.
Queste e l’altra trovata sul tappetino ora tornano sotto la lente, per essere riesaminate, nella nuova indagine riaperta dalla Procura di Pavia e che vede, per ora, come unico indagato Andrea Sempio, 37 anni, amico del fratello della vittima. La Procura, quindi, vuole approfondire anche le impronte delle scarpe, così come ha approfondito, con l’aiuto degli esperti, le tracce biologiche trovate sotto le unghie di Chiara Poggi e le impronte digitali rinvenute nelle scale, in particolare la numero 33.
La consulenza della difesa
A riportare le impronte di scarpe d’attualità è la consulenza disposta tra il 2022 e il 2023 dalla difesa di Alberto Stasi e che è tra gli elementi che hanno spinto la Procura a riaprire le indagini sul caso. Per i difensori di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, ci sarebbe una compatibilità tra l’orma a pallini e la taglia di Sempio, che calza (e a quanto pare calzava all’epoca, come aveva spiegato lo stesso indagato durante la prima indagine del 2016) il numero 44. L’oscillazione tra le due misure, secondo i consulenti della difesa, sarebbe legata a una diversa valutazione dell’appoggio di quel particolare modello di scarpa.
La dinamica dell’omicidio
Il tema delle impronte delle scarpe è rilevante anche perché si intreccia con le valutazioni, ancora in corso, sull’impronta del palmo destro trovata sulla parete della scala e attribuita a Sempio. Le impronte per terra, infatti, possono collocare nel tempo l’impronta sul muro (quando è stata lasciata?) e dare indicazioni sulla dinamica dell’omicidio. Dalla relazione dei Ris non risultano essere state trovate vicino all’impronta digitale tracce di scarpe sui gradini, che invece sono state rilevate all’ingresso della scala, nel corridoio.
Sette impronte
Le impronte di scarpe a pallini nel processo a carico di Alberto Stasi, che si è chiuso con una condanna a 16 anni di carcere, sono state identificate come orme lasciate da una scarpa marca Frau taglia 42 e attribuite proprio al fidanzato della vittima. I Ris, nei loro sopralluoghi del 16, 17 e 20 agosto 2007, hanno esaminato le scale della cantina e le altre stanze della casa alla ricerca di impronte di scarpe, anche con l’uso di una sorgente di luce ad alta intensità (lampada criminalistica a lunghezze d’onda selezionabili). Questo ha permesso di individuare sette tracce di interesse investigativo: quattro nel corridoio antistante la porta a soffietto della cantina, una (la numero 5) tra questa porta e quella del bagno, un’altra (la numero 6) tra la porta del bagno e il tappeto collocato sotto il lavabo e infine la numero 7, proprio sul tappeto (segno che l’assassino è andato in bagno e si è lavato dopo l’omicidio).
Il tappeto del bagno
Un frammento di questo tappeto, dove era stato rilevato sangue, fa parte oggi dei reperti che saranno al centro dell’incidente probatorio che partirà, con una maxi analisi genetica sugli oggetti recuperati nella casa, il 17 giugno, alla polizia scientifica. Tutte queste tracce, secondo i Ris, «esibiscono un’analoga geometria costituita da piccoli tasselli a forma ovale/circolare e risulta verosimile ipotizzare che siano state prodotte da un’unica tipologia di suole». Tra quelle ritenute utili la più completa è la numero 6, quella sul pavimento del bagno. All’epoca si disse che non era possibile determinare la taglia del paio di scarpe che la produsse.
Il 5 settembre 2007 i Ris svolgono un altro sopralluogo, con il luminol, e trovano altre tracce, riconducibili a due tipologie differenti. Una prima traccia parziale è presente sul tappetino del salottino, un tappetino in lana che ha assorbito il sangue, rendendola non utile, secondo i Ris, per un confronto. Altre tracce, anche queste parziali, sono state trovate nel corridoio verso il garage e all’ingresso del salottino: queste impronte presentavano una suola a carro armato, tipica delle calzature militari. Per questo furono attribuite ai carabinieri entrati in casa.