Sfratti, resta l’emergenza con 264 cause in 6 mesi. Il Sunia: servono sostegni
PAVIA. Nei primi sei mesi dell’anno il tribunale di Pavia ha gestito 264 cause di sfratto, il 79% per inquilini morosi. Un dato in calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando tra gennaio e giugno si sono rivolti ai giudici 326 proprietari di case per ottenere la liberazione dell’immobile. Il trend in provincia di Pavia è quindi in diminuzione ma l’emergenza abitativa resta.
«La situazione degli sfratti va di pari passo con l’aumento dei prezzi delle locazioni e del costo della vita – spiega Pierluigi Albetti, segretario generale del Sunia, il sindacato inquilini –. L’affitto della casa non dovrebbe mai superare il 30% del reddito familiare, invece arriva anche al 50% e diventa difficile da sostenere. Da anni peraltro il fondo sostegno affitti e per morosità incolpevole non è più finanziato. E poi c’è la carenza di alloggi: l’edilizia pubblica non è in grado di dare risposte alle tante richieste».
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Edilizia popolare
I numeri parlano chiaro: se si considera la città di Pavia nell’ultimo bando, aperto a maggio e in scadenza il 2 luglio, gli alloggi popolari messi a disposizione sono appena 23 (17 di Aler e il resto comunali). «Peraltro sono bandi difficili da interpretare, alla fine non si capisce nemmeno che tipo di alloggio è messo a disposizione. Era previsto che si pubblicassero piantine degli alloggi, poi con il pretesto della privacy questa documentazione è sparita. La realtà è che non c’è disponibilità di alloggi: il 25% sono inagibili o sfitti. Servirebbe un piano casa straordinario, con un investimento di risorse per almeno un miliardo di euro l’anno a livello nazionale».
Se le case popolari a prezzi agevolati non ci sono non va meglio sul fronte dei privati: «Come sindacato abbiamo contatti con le agenzie immobiliari, chi ci lavora è disperato perché le richieste di locazioni sono altissime e non si riesce e farvi fronte. Soprattutto a Pavia città la situazione non è facile, ma anche fuori, in provincia, sta diventando un’odissea. C’è un’onda di rimbalzo che arriva da Milano, da dove tutti fuggono alla ricerca di immobili a prezzi più accessibili. La nostra provincia è investita da questo fenomeno e questo contribuisce all’aumento dei prezzi».
Quando non si riesce a pagare
I dati del tribunale dicono che la maggior parte delle intimazioni di sfratto riguardano inquilini morosi, che non pagano da molto tempo (sono quasi l’80%). Una percentuale più bassa riguarda invece le finite locazioni, cioè gli sfratti per contratti scaduti in cui il proprietario vuole rientrare in possesso dell’immobile e metterlo a reddito in maniera diversa, ad esempio con gli affitti brevi o affittando a studenti.
In questa fascia i numeri dei proprietari che si rivolgono al giudice per liberare l’immobile sono in aumento: 55 da gennaio a giugno di quest’anno, 43 invece le cause processate nello stesso periodo dello scorso anno.
«Registriamo anche questa tendenza – conferma Albetti –. Prima del Covid si arrivava al 98% degli sfratti per morosità, adesso la percentuale si è abbassata e aumenta la forbice di chi vuole liberare l’immobile per metterlo a reddito in direzioni più fruttuose. Soprattutto la città di Pavia sta registrando questo fenomeno: affittare una casa a studenti è molto più vantaggioso. Poi ci sono altre situazioni: a volte l’inquilino non riesce a pagare perché il proprietario propone il rinnovo del contratto a condizioni molto più onerose e non sostenibili. Se si vuole affrontare la situazione seriamente bisogna attivare forme di sostegno alla locazione».
Il tema toccato anche dal vescovo alle celebrazioni delle Sante Spine
Di «emergenza casa a Pavia» ha parlato, nella sua omelia, anche il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti alle celebrazioni delle Sante Spine che si sono svolte dieci giorni fa. Dal pulpito del Duomo il vescovo, davanti a una folla di 1.500 fedeli, ha sottolineato la necessità di dare una risposta a famiglie e studenti che non trovano abitazioni in città a prezzi accessibili. «Mi permetto di segnalare la casa come una delle “emergenze” della nostra città – ha spiegato il vescovo di Pavia Sanguineti –. È indispensabile non far mancare a nessuno una dimora per sé e per la famiglia ed è necessaria la cura e l’accoglienza per i senza tetto». Monsignor Sanguineti ha poi rimarcato nella sua omelia il contributo nell’affrontare l’emergenza che forniscono le Caritas parrocchiali e i gruppi della “San Vincenzo”, i quali, in raccordo con la Caritas diocesana e anche in collaborazione con altre realtà di volontariato e con i servizi sociali del Comune di Pavia, «cercano di rispondere ai bisogni di persone in povertà o in situazioni di grave disagio e di sopperire, anche se in modo impari rispetto alle crescenti necessità, alla fame di alloggi accessibili come prezzi di affitto, per famiglie, studenti, parenti di lungo degenti, che faticano a trovare una sistemazione dignitosa e sostenibile».