Fiorano, gatti morti di fame dentro casa: denunciato per maltrattamenti
FIORANO. Almeno due gatti morti di stenti, di fame e di sete. Un numero imprecisato di altri gatti portati via probabilmente prima da una signora.
I carabinieri della Compagnia di Ivrea, il 14 giugno, hanno denunciato un uomo di Fiorano per maltrattamenti contro gli animali. Mentre giovedì scorso una bambina ha aperto una busta nella zona del cimitero monumentale e ha trovato lì dentro una cucciolata. È riuscita a recuperarne uno solo, che sta bene e che lei di fatto ha salvato, perché ora ha trovato adozione. Gli altri sono fuggiti verso un destino incerto e attualmente dispersi.
Tutti episodi che indicano una malagestione degli animali in paese. Il primo episodio, il più grave, si è verificato con più di un campanello di allarme. E infatti è stato l’amministratore di condominio, entrato nella casa dopo più segnalazioni per quei gatti, a chiamare le forze dell’ordine.
L’uomo versa in cattive condizioni economiche e ha uno sfratto da quella casa.
L’associazione EporediAnimali, che gestisce il gattile di Ivrea, apprende con tristezza queste notizie, ma non con stupore.
«Questi fatti - spiegano le volontarie – denotano una certa ignoranza nella gestione del vivente, che aumenta sofferenza e randagismo. Chi è a conoscenza di situazioni di pericolo, spesso non sa a chi rivolgersi. La legge individua nel sindaco la maggior autorità sanitaria sul territorio, che quindi deve provvedere all’incolumità del vivente, facendosi carico dei casi di maltrattamento e incuria. Anche l’Asl e le forze dell’ordine sono chiamate in causa nella gestione del randagismo, da tutte le leggi nazionali e regionali».
Tuttavia, qualcosa deve essersi inceppato in questo meccanismo.
«Al momento questa complessa macchina pare non essere del tutto funzionante - spiegano ancora le volontarie -: i volontari non possono arrivare ovunque, sia per esiguità di forze, sia per mancanza di risorse. E’ necessario fare rete tra i soggetti: sindaci, Asl, forze dell’ordine, guardie ambientali, ecc. L’unione delle diverse competenze porterebbe il cittadino ad orientarsi meglio e con maggiore efficacia ai soggetti preposti, aumentando le risoluzioni positive».
Serve un coordinamento. «Il nostro è un invito a tutte le autorità - concludono - ad un regolare confronto per analizzare la situazione sul territorio e capire come agire per migliorare la gestione in ambito animale arrivando a una maggior conoscenza e applicazione delle leggi da parte di tutti»