La Pro loco lascia la sede «Bando troppo oneroso»
STRAMBINO
È ormai certo che martedì 1 luglio, come ha confermato il presidente Gianni Laghezza, la Pro loco riconsegnerà al Comune le chiavi del salone polifunzionale dell’ex Cotonificio, recentemente ristrutturato e intitolato a Domenico Martelli, con il vicino magazzino comunale, alla scadenza della concessione. La conseguenza immediata è il ritorno temporaneo alla gestione diretta da parte del Comune. «Seppure con rammarico – ha detto la sindaca Sonia Cambursano – al momento temporeggeremo e gestiremo sperimentalmente il salone con le nostre forze, non potendo contare su chi lo ha sempre fatto. Ci doteremo di un regolamento apposito affinché il salone comunale che oggi, a seguito del recente investimento di 500mila euro spesi per renderlo più sicuro e funzionante, è uno dei più belli e all’avanguardia della zona, possa continuare a vivere e a offrire occasioni di svago ai cittadini». L’annuncio, dato dalla Pro loco sui social il 21 giugno, ha provocato una serie di reazioni, per lo più critiche, che hanno suggerito alle parti di spiegare i motivi del mancato interesse al rinnovo della convenzione. Il presidente Gianni Laghezza non ha nascosto la volontà della Pro loco di proseguire nella gestione del salone comunale, ma ha sollevato una serie di difficoltà per l’associazione di volontari a rispettare alcune delle prescrizioni indicate nel capitolato prestazionale, emesso dal Comune nel maggio 2025, con la richiesta di manifestazioni di interesse, in vista dell’emissione del bando pubblico per la nuova concessione quinquennale.
Laghezza ha spiegato, in una dettagliata lettera inviata al Comune il 9 giugno scorso, le ragioni per le quali ha annunciato in una mail di “non manifestare interesse all’avviso pubblico” della Pro loco di Strambino. La Pro loco ritiene infatti onerose e penalizzanti per una associazione di volontari alcune delle prescrizioni del capitolato. Come quelle dell’articolo 5, secondo il quale “il concessionario è responsabile del servizio di vigilanza e dovrà provvedere alla vigilanza nel corso delle attività culturali, sociali e ricreative”, e dell’articolo 6 nel quale è previsto che “il gestore è tenuto a dotarsi di materiale di pronto soccorso”. «Non possiamo accollarci questi e altri oneri indicati, tra i quali il versamento di una cauzione di 1.250 euro per i cinque anni di durata della concessione, troppo pesante per una associazione senza fini di lucro – ha spiegato il presidente della Pro loco – perché siamo dei volontari che hanno un loro lavoro e dedicano il loro tempo libero ad attività socio culturali». La cauzione di 1.250 euro è pari al 5 per cento del contributo annuo di 5mila euro (per complessivi 25mila euro i cinque anni della concessione) che il Comune di Strambino si impegna a versare al futuro concessionario del salone Domenico Martelli dell’ex Cotonificio. Mentre in Comune si cerca il modo di evitare almeno lo svuotamento del magazzino annesso al salone, la sindaca di Strambino non ha nascosto la sua delusione per il mancato interesse alla prossima gestione del salone dell’ex Cotonificio. Sonia Cambursano ha sottolineato che «i bandi pubblici devono seguire regole chiare e normative spesso stringenti ma che servono a tutelare tutti, dalla proprietà (il Comune) a chi si assume l’incarico della gestione», e ha poi invitato associazioni e cittadini ad affrontare «insieme a noi la sfida per la gestione di un bene comune, con un progetto che guardi avanti», ricordando che «è aperta a tutti la porta del Comune di Strambino».