Palladini, lo strappo doloroso col Casteggio e il rientro da valutare: «Conta il progetto»
CASTEGGIO. La voglia di ripartire c'è, ma con un progetto su cui possa incidere a 360 gradi. Gianluca Palladini, esperto direttore sportivo del nostro calcio, si gode il relax al mare, e per ora osserva da fuori le vicende del pallone locale.
«Ho avuto almeno 5 offerte, dalla Prima categoria alla D, ma in quasi tutti i casi si trattava di squadre che avevano già individuato l'allenatore. Io voglio poter costruire partendo da zero, e scegliere il mister, sempre in condivisione con il resto della dirigenza», spiega Palladini.
Il suo nome è stato accostato anche all'Oltrepo. Quanto è stato vicino ad approdare nel club bronese?
«Ero stato effettivamente contattato da alcuni componenti della dirigenza dell'Oltrepo, che poi hanno preferito continuare con il progetto dell'anno precedente. Voglio fare i complimenti all'Oltrepo per la salvezza in una stagione nella quale nessuno gli dava credito, e gli faccio un sincero in bocca al lupo per il futuro».
Si è avvicinato alla Vogherese nella seconda parte della stagione 2024-25. Com'è nata questa collaborazione?
«Ho fatto da consulente, e continuo a dare un supporto alla società, col presidente Cavaliere c'è un bel rapporto. Non ho incarichi diretti, la Voghe ha già un organigramma dirigenziale definito, e poi il fatto che la squadra si alleni a Milano, mi preclude, per questioni di lavoro, la possibilità di essere presente al campo. Per me, il direttore sportivo deve seguire la quotidianità degli allenamenti. Oltre alla Voghe, collaboro, sempre da consulente, con un club di Promozione».
Ha metabolizzato “l'esonero” del Casteggio nel novembre dello scorso anno?
«E' acqua passata, mi hanno dato solo fastidio certe illazioni sul mio rapporto con i giocatori, voci che si sono rivelate completamente infondate».
Quanto le manca il calcio con un ruolo di primo piano?
«Adesso meno, mi sto rilassando in un periodo di massimo stress per i direttori sportivi. Da settembre, sicuramente sentirò di più la mancanza. Andrò sui campi, e sto pensando anche di iscrivermi al corso di direttore sportivo a Coverciano. Non ho l'ansia di tornare operativo».
Se dovesse immaginare la costruzione di un nuovo gruppo, da quali giocatori partirebbe?
«Faccio due nomi, Murriero in porta e Guidi in difesa. Le squadre, come le case, vanno costruite dalle fondamenta».
C'è qualche errore di cui si è pentito?
«Ho sbagliato a dare troppa fiducia a persone che non la meritavano».
E come allenatore, per la sua ipotetica nuova squadra , chi sceglierebbe?
«Ho lavorato bene con Truffi, Landini e Pagano, tre tecnici molto diversi. L'allenatore va scelto in base al tipo di progetto che si intende sviluppare e agli obiettivi societari».
Per il suo ritorno a tempo pieno, quanto conta la categoria?
«Non ho mai fatto questioni di categoria, tenderei ad escludere quelle più basse perchè negli ultimi anni le ho vissute poco. Mi interessa che ci sia un progetto interessante».