Sicurezza in sanità 11 le aggressioni dall’inizio dell’anno
IVREA. Undici aggressioni nei confronti degli operatori sanitari dell’Asl/To4 dall’inizio dell’anno, che hanno comportato l’attivazione dell’infortunio. Di queste, 4 erano intenzionali. È uno dei dati emersi la scorsa settimana, in una nuova riunione del tavolo sicurezza. Al netto delle segnalazioni legate agli spazi bui per raggiungere i parcheggi e alla richiesta all’azienda sanitaria di farsi portavoce anche per l’incremento in esterno dei sistemi di videosorveglianza, il tema delle aggressioni al personale è uno degli aspetti sui quali azienda e sindacato stanno lavorando al tavolo. Gli spunti e le aree di confronto sono diversi. Giuseppe Summa, Nursind, era presente al tavolo: «Si sta lavorando a una procedura. Noi abbiamo sottolineato alcune situazioni legate ad esempio ai lavoratori solitari, quelli che operano sul territorio e quindi possono trovarsi in situazioni difficili e rientrano in sede quando il servizio portineria non c’è più. O le tempistiche delle targhette di identificazione sulle divise, dove si toglie il cognome per lasciare nome e numero di matricola. Abbiamo anche chiesto del protocollo operativo con le forze dell’ordine, peraltro previsto dalla normativa. E siamo convinti – aggiunge – che introducendo figure per migliorare l’accoglienza e la comunicazione sia altrettanto importante».
L’analisi dei dati sulle aggressioni nel 2024 realizzata dal struttura complessa Risk management Asl/To4 dà già indicazioni. 24 sono stati gli episodi documentati di violenza verbale e fisica (11 i casi di violenza fisica, con danni fisici per 6 operatori e 3 danni ambientali, 6 le denunce all’autorità giudiziaria). E, esaminando i dati, emerge che il 56% delle segnalazioni ricevute riguarda aggressori con patologie psichiatriche o che sono dipendenti o hanno abusato di alcol o sostanze stupefacenti. Un 32% riguarda utenti e familiari che vivono criticità di accesso ai servizi o sono in ansia per i propri cari. Il 12% delle segnalazioni di violenza è da pazienti o familiari con comportamento antisociale. L’88% delle segnalazioni ricevute, secondo l’analisi del Risk management, «potrebbe essere prevenibile rimuovendo le cause scatenanti che dipendono da modalità assistenziali e da modelli organizzativi e gestionali migliorabili».