Cinquanta campioni in 70 anni, la storia del Panathlon Pavia
Il Panathlon Pavia oggi compie settant’anni. «Per celebrare un anniversario così importante abbiamo pensato ad un libro – spiega il presidente Andrea Libanore – lo abbiamo realizzai anche come regalo in occasione di eventi come le conviviali».
Il volume è diviso in tre parti: nella prima si fa la storia del Panathlon e dei premi assegnati, nella seconda turismo ed enogastronomia e nella terza 50 atleti che hanno fatto la storia dello sport pavese.
«Abbiamo iniziato con una dedica ad Aurelio Chiappero che tentò di fondare il Panathlon e fu uno dei più grandi dirigenti pavesi – continua Libanore - ci sono poi i saluti, dal presidente internazionale al presidente del distretto Italia». Tocca poi al consiglio ed i soci attuali e i presidenti precedenti.
nomi noti
Parecchi sono stati anche parte importante della storia della città. L’elenco dei premi ed a chi sono stati assegnati, dal fair play (gesto o progetto), al Calsamiglia (agli insegnanti di educazione fisica), al Chieppi (ad uno studente dell’università di Pavia che discuta una tesi di laurea su un tema relativo allo sport fra cui Andrea Re e l’attuale ct della nazionale di sci paralimpico Paolo Marchetti) al De Paoli (una società sportiva o un tecnico per meriti), il Fortunati (allo sportivo), il Villani (a chi si è distinto alle olimpiadi), il Morani (giornalisti sportivi), al Vittorio (a due studenti, uno della scuola media inferiore ed uno a quella superiore, che abbiano ottenuto risultati eccellenti nell’attività sportiva scolastica e federale e nelle votazioni di fine anno, dove compaiono personaggi che oggi sono professionisti stimati come Antonella Ferrario o Andrea Onetti).
Le carte del Panathlon: fair play, diritti del ragazzo e delle ragazze nello sport e doveri dei genitori.
«L’altra parte è dedicata a turismo e gastronomia – chiude Libanore – e la terza a 50 sportivi”. Vittorio Chierico ha scritto “Una provincia a forma di grappolo d’uva”. Da Pavia al basso pavese alla lomellina cullata da due fiumi all’oltrepo terra tra quattro regioni per chiudere con “le orme del gusto».
i campioni, le storie
La terza parte è dedicata ai 50 campioni nei 70 anni del Panathlon scritta da Claudio Gregori. Con l’eccezione di Gianni Brera, l’Omero dello sport italiano.
Gregori ha dovuto lavorare di fioretto per scriverne alcuni ed eliminarne altri, un lavoro di cesello, che inizia col motociclista Carlo Bandirola, “il leone dell’oltrepo” e termina con il medagliato schermitore Carlo Pavesi. Nel mezzo la noble art di Vincenzo Belcastro e Flash Parisi, spaziando dallo sport paralimpico con le medaglie olimpiche di Monica Boggioni, Daila Dameno e Fabrizio Cornegliani, passando per i ciclisti Emanuele Bombini e Sergio Santimaria, allungandosi nel lodigiano con la velocista Doulla e Maria Poiana Panigati, passando per Mauro Nespoli e Lucrezia Magistris, l’oro olimpico dello studente universitario a Pavia Piero Poli, Andrea Re, Alessandro Carvani Minetti, il campione mondiale di corsa in montagna su lunghe distanze Tommaso Vaccina, i calciatori Simone Verdi, Virginio De Paoli e Ambrogio Pelagalli, i canoisti Jacopo Maiocchi, Luca Negri e Manfredi Rizza per chiudere con la cestista Cecilia Zandalasini.
Il libro verrà presentato oggi nella conviviale del Panathlon a Certosa Cantù a Casteggio e sarà anche in vendita libera (200 pagine, 22 euro, edizioni Univers).maurizio scorbati