Protesta contro gli sfratti, attivisti occupano il consiglio comunale di Pavia
PAVIA. Una sessantina di militanti della Rete per il diritto alla casa hanno invaso l’aula consiliare intorno alle 23 con cori e striscioni per chiedere lo stop agli sfratti e una variazione di bilancio da 4 milioni di euro da investire nell’edilizia popolare, per recuperare alloggi sfitti e costruirne di nuovi in modo da rispondere alla domanda di case a prezzo sociale.
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La seduta è stata interrotta per circa un’ora e mezza, il sindaco Michele Lissia ha provato a interloquire con i manifestanti, il portavoce ha chiesto la variazione di bilancio per gli investimenti nell’edilizia pubblica. Dopo circa un’ora e mezza di trattative senza accordo, i manifestanti se ne sono andati e la seduta ha ripreso.
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Sfratti, resta l’emergenza con 264 cause in 6 mesi
Proprio ieri abbiamo pubblicato un ampio servizio sugli sfratti in provincia di Pavia, sulla base dei dati del tribunale. Nei primi sei mesi dell’anno il tribunale di Pavia ha gestito 264 cause di sfratto, il 79% per inquilini morosi. Un dato in calo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando tra gennaio e giugno si sono rivolti ai giudici 326 proprietari di case per ottenere la liberazione dell’immobile. Il trend in provincia di Pavia è quindi in diminuzione ma l’emergenza abitativa resta.
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«La situazione degli sfratti va di pari passo con l’aumento dei prezzi delle locazioni e del costo della vita – spiegava Pierluigi Albetti, segretario generale del Sunia, il sindacato inquilini –. L’affitto della casa non dovrebbe mai superare il 30% del reddito familiare, invece arriva anche al 50% e diventa difficile da sostenere. Da anni peraltro il fondo sostegno affitti e per morosità incolpevole non è più finanziato. E poi c’è la carenza di alloggi: l’edilizia pubblica non è in grado di dare risposte alle tante richieste».
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Il bando per le case popolari
Scade il 2 luglio, alle 12, il termine per presentare la domanda per un alloggio popolare a Pavia e Travacò Siccomario. Il bando prevede l’assegnazione di 25 case popolari: 23 a Pavia (17 di proprietà del Comune, le altri di Aler) 2 a Travacò Siccomario. La domanda va presentata in modalità digitale tramite la piattaforma informatica di Regione Lombardia (a questo link), utilizzando lo Spid o la Cie (carta d’identità elettronica) o la Cns (Carta nazionale dei servizi) con Pin.
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Il tema toccato anche dal vescovo alle celebrazioni delle Sante Spine
Di «emergenza casa a Pavia» ha parlato, nella sua omelia, anche il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti alle celebrazioni delle Sante Spine che si sono svolte dieci giorni fa. Dal pulpito del Duomo il vescovo, davanti a una folla di 1.500 fedeli, ha sottolineato la necessità di dare una risposta a famiglie e studenti che non trovano abitazioni in città a prezzi accessibili. «Mi permetto di segnalare la casa come una delle “emergenze” della nostra città – ha spiegato il vescovo di Pavia Sanguineti –. È indispensabile non far mancare a nessuno una dimora per sé e per la famiglia ed è necessaria la cura e l’accoglienza per i senza tetto». Monsignor Sanguineti ha poi rimarcato nella sua omelia il contributo nell’affrontare l’emergenza che forniscono le Caritas parrocchiali e i gruppi della “San Vincenzo”, i quali, in raccordo con la Caritas diocesana e anche in collaborazione con altre realtà di volontariato e con i servizi sociali del Comune di Pavia, «cercano di rispondere ai bisogni di persone in povertà o in situazioni di grave disagio e di sopperire, anche se in modo impari rispetto alle crescenti necessità, alla fame di alloggi accessibili come prezzi di affitto, per famiglie, studenti, parenti di lungo degenti, che faticano a trovare una sistemazione dignitosa e sostenibile».