A Ronco l’estate è la stagione di punta e il commercio adatta orari e servizi
RONCO CANAVESE. Una valle ricca di fascino, incontaminata, che in estate attira sempre più visitatori grazie agli appuntamenti culturali e naturali. Al centro di questo paesaggio c’è Ronco, il paese più grande della Valle Soana, quasi 400 abitanti, che negli ultimi anni si è rinnovato sotto tanti punti di vista, compreso il commercio. E proprio l’estate è la stagione in cui si lavora di più, grazie a turisti e proprietari di seconde case, soprattutto francesi discendenti di chi emigrò nei secoli scorsi. Così il commercio si adegua alle esigenze di tutti.
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Oggi Ronco è cambiato, tra modernità e integrazione, come testimonia la storia di Selena Aimonetto e della sua Locanda della Luna, che il 1° luglio ha festeggiato i 4 anni di attività: «Cambiare lavoro e puntare su questo luogo è stata una scommessa. La struttura è del Comune e nel 2021 sono riuscita a vincere il bando grazie al fatto che proponevo di offrire più servizi: bar, ristorante e camere per i visitatori. È andata bene e oggi sto anche cercando di allargarmi, perché i turisti cercano sempre di più un luogo con tutti i comfort, che offra servizi alberghieri a prezzi accettabili, come si conviene a questa valle. Inoltre, ho scelto di non chiudere mai: durante i primi sei mesi ho voluto dare un servizio continuativo e poi ho continuato perché era la cosa giusta da fare per la comunità». Qualche difficoltà, tuttavia, non manca: «Riguarda principalmente la ricerca di personale, ma posso dire che non è la montagna a spaventare. L’estate è già iniziata e ai clienti, che arrivano con il passaparola o perché innamorati della valle, mi piace dare una garanzia. Per questo non scelgo lavoratori stagionali, preferendo fare contratti a tempo indeterminato. Oggi con me lavora una delle ragazze ucraine arrivate a Ronco dopo lo scoppio della guerra, mentre altre due si occupano delle camere e un’altra sta per essere inserita. Loro si sono integrate nel sistema e io, che sono innamorata della mia attività, concedo a tutte noi di passare il Natale con le famiglie. È l’unico giorno in cui la Locanda funziona solo come attività ricettiva. Tutto il resto dell’anno, anche se ci sono periodi più tranquilli, si lavora bene e in maniera continuativa, tra chi intraprende la Grande traversata della Alpi nelle nostre vallate a chi ritorna negli anni fino ai ricercatori. Proprio in questi giorni una trentina di studiosi da università di tutta Italia sono a Ronco per studiare la biodiversità della Valle Soana».
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Tra le attività rinate c’è Le Samare, il vecchio bar centrale, riaperto ad aprile da Diego Bianchi e Laura Tempesta: «Siamo molto contenti, l’accoglienza è stata strepitosa. In settimana nel menù c’è la pizza, mentre nel weekend passiamo ai piatti tipici. Il turismo cresce e decresce a seconda del meteo, ma si lavora tanto. Il segreto è non fermarsi e avere cura, del locale e dei clienti. Per questo motivo dal 15 luglio fino a fine agosto apriremo dalle 8 alle 23. L’intento è quello di ottimizzare le risorse e collaborare con tutti».
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Un’attività storica, invece, è la macelleria di Fabrizio e Christelle Venezia: «La bottega è aperta da quasi un secolo e l’ha sempre gestita questa famiglia. L’estate è la stagione di punta, tra i francesi nipoti degli emigranti che ritornano e i turisti, molti stranieri ma anche tanti dal Nord Italia che arrivano anche nelle altre stagioni nei fine settimana. Così da luglio fino al 1° settembre teniamo aperto tutti i giorni, con l’ausilio di una commessa in più, proponendo i nostri prodotti artigianali, dalla tometta di salame ai paté di montagna, dal lardo aromatizzato alla gastronomia. In inverno la situazione cambia, ma i clienti affezionati, che apprezzano i prodotti fatti in casa e con il marchio di qualità del Parco nazionale del Gran Paradiso, tornano sempre e aiutano, tenendo alto il morale».
A portare avanti la tradizione di famiglia è anche il panificio pasticceria gestito da Lauri Perono Garoffo e Veronica Valerio: «Questo laboratorio con negozio è stato aperto nel 1978 dalla mamma di Lauri – racconta Veronica –, poi siamo subentrati noi. L’estate quest’anno è arrivata in anticipo in valle, ma il lavoro dipende anche sempre molto dal tempo, anche se noi ci difendiamo bene, perché questo è l’unico forno della zona, che rifornisce anche le altre attività commerciali. Facciamo tutto noi, dal pane ai dolci, dalle pizze alle paste di meliga, e tutti i nostri prodotti hanno il marchio di qualità del Parco».
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Apre soltanto per l’estate, per far fronte all’afflusso di turisti, il ristorante Le tre rose di Luca Oldini: «Diamo il via alla stagione all’inizio di luglio, in quella che è una locanda storica di Ronco. Negli anni Sessanta la gestì mia nonna e ho ancora una copia del contratto originale. Dal 2023 ho deciso di riaprire, rinnovando gli ambienti grazie alla mia precedente esperienza come impresario edile. Il primo anno è andato bene, mentre il 2024, complici il maltempo e il fatto che il Bar Soana, quello più vissuto dai giovani, fosse chiuso, è stato più difficile. Per il 2025 speriamo tutti in una buona annata».