Ospedale, proteste per il troppo caldo: condizionatori rotti in alcuni reparti
VOGHERA. Caldo insopportabile in alcuni reparti dell’ospedale di Voghera dove, per guasti o parziali malfunzionamenti, l’aria condizionata non è operativa o almeno non a sufficienza. La protesta è arrivata sia dai pazienti, sia dal sindacato della sanità Fials che ha raccolto anche i malumori del personale. Riassumendo la raccolta di informazioni arrivata in queste ultime ore, il problema generale è che gli impianti di condizionamento dell’ospedale vogherese sono spesso vecchi o non abbastanza potenti per le temperature di questi giorni. Anzi, si potrebbe dire, di questi anni. Asst, come confermato anche dallo stesso sindacato, è intervenuta abbastanza prontamente, ma non sempre è stato possibile risolvere i problemi e dare sollievo a pazienti che sono, per definizione, malati e spesso anziani. Insomma, per loro il caldo è una sofferenza in più.
«L'aria condizionata non funziona, e con il caldo di questo periodo, chi è ricoverato in reparto e chi lavora all'interno di Medicina, si trova ad affrontare un disagio inaccettabile – racconta alla Provincia Pavese un parente che parla a nome di altri – Ci chiediamo se nel 2025 possa accadere una situazione simile. Siamo al quarto piano dell'ospedale, con il sole puntato addosso, e il caldo di questi giorni sta diventando insopportabile. Peccato perchè dal punto di vista della professionalità, della gentilezza e dell'umanità, il personale medico e infermieristico di questo reparto è davvero eccezionale. Speriamo che questa situazione si possa risolvere, e ci rivolgiamo a chi di dovere in modo che si possa ripristinare l'aria condizionata. Tra l'altro, pare che questa problematica non sia cosi recente, quindi, a maggior ragione, serve un intervento immediato. Si tratta di un reparto in cui ci sono degenti in condizioni di salute piuttosto delicate, tutti allettati, ed è giusto che possano trascorrere la degenza ospedaliera in condizioni “umane”. In alcune stanze “protette”, noi parenti dobbiamo entrare con la mascherina, la cuffia, i guanti, il camice e i calzari, e con questo caldo, ci risulta impossibile». «Da quello che abbiamo potuto apprendere – prosegue – questa problematica della mancanza di aria condizionata riguarda solo questo reparto, quindi auspichiamo che la questione si possa risolvere al più presto, per il sollievo dei pazienti, dei parenti e del personale medico e infermieristico».
In realtà, il problema sembra riguardare anche Oculistica e qualche altra zona dell’ospedale. Sulla vicenda è intervenuto il sindacato Fials, con il dirigente Claudio Amato e con il segretario aziendale Saverio Vieni che in una nota scrive: «Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni riguardanti il mancato funzionamento degli impianti di condizionamento, con conseguente raggiungimento di temperature interne ben superiori ai 28 gradi C°. Questa situazione rende l'ambiente di lavoro estremamente gravoso e compromette la regolare e serena esecuzione delle attività lavorative. Parallelamente, il disagio si estende anche ai pazienti (considerato la tipologia di reparto sono pazienti anziani, fragili e allettati), che sono costretti a permanere in un ambiente eccessivamente afoso, con ripercussioni sulla loro esperienza complessiva e sulla percezione della qualità del servizio offerto. Ci viene ulteriormente segnalato che gli operatori costantemente ricevono lagnanze dai parenti durante gli orari di visita. Per questo chiediamo un intervento immediato e risolutivo da parte di Asst per ripristinare il corretto funzionamento degli impianti di condizionamento».