Bruno Pecolatto e la sua collezione di radio: «Ho viaggiato attraverso le onde»
PONT CANAVESE. Bruno Pecolatto, 62 anni, di Pont Canavese, non è un semplice collezionista di radio. È un custode della memoria, un archeologo del suono. Bruno è il segretario nazionale dell’Associazione italiana radioascolto.
Fondata a Firenze nel 1982, l’associazione è il riferimento per gli appassionati delle trasmissioni radiofoniche in Italia. Sul sito è disponibile Radiorama, una rivista storica che nel 2025 celebra i 40 anni di attività e che è un punto di riferimento per gli appassionati, con rubriche di informazione, aggiornamenti, articoli tecnici, report di ascolto e dibattiti. Sfogliare la rivista è un viaggio nel mondo. È un invito a esplorare paesi esotici attraverso la potenza dell'immaginazione e il fascino delle onde radio, dalle onde medie alle più moderne trasmissioni in FM, DAB, DTT/Sat e via web.
«Nei primi anni '80 ho iniziato ad ascoltare le emittenti internazionali in onde corte, lunghe e medie – racconta Bruno Pecolatto –. Oggi, molti di questi sistemi di trasmissione sono stati smantellati. Ad esempio, la Rai non trasmette più in onde medie, un segnale dei cambiamenti nel panorama della radiodiffusione».
La passione di Bruno non si limita solo all'ascolto delle voci che attraversano il globo. È anche un profondo estimatore dell'oggetto radio in sé. Nel corso degli anni, ha cercato e trovato molte radio d’epoca. «La radio come oggetto è affascinante – continua – quando ho iniziato la mia raccolta, era appena scoppiato il boom delle radio e i prezzi erano proibitivi. Ma ogni radio della mia collezione funziona perfettamente. Le prendevo, le facevo restaurare e tornavano come nuove».
Bruno Pecolatto possiede circa trenta radio, che coprono un arco temporale che va dagli anni '30 agli anni '70. Tra queste, una menzione speciale va a un pezzo degli anni '90 che lui stesso descrive con molto affetto: «È una radio di Topolino, una radiolina a forma del deposito di monete di Zio Paperone». Alcune delle sue preziose e ricercatissime radio sono state anche esposte alla mostra "La radio e la plastica" a Pont Canavese, testimoniando il loro valore storico.
Ascoltare la radio, per Bruno è stata sempre fonte di grandi emozioni. «Gli ascolti che mi hanno più emozionato sono quelli dei Paesi sudamericani – confida – era incredibile pensare al lungo viaggio che faceva l'onda della trasmissione che riuscivo a intercettare».
Ha iniziato il suo percorso con una piccola radio a valvole, un regalo che gli ha permesso di captare le trasmissioni della Radio della Svizzera italiana e persino quelle del blocco sovietico che trasmettevano in italiano, un ponte sonoro verso mondi lontani durante gli anni della Guerra fredda. La sua passione per la radio ha spinto Bruno a viaggiare non solo attraverso le onde, ma anche fisicamente. Da vero appassionato, ha visitato diverse stazioni radio in giro per l'Europa. «Sono stato nelle redazioni della Bbc a Londra, in Portogallo, a Bruxelles e in Vaticano – racconta ancora – si trattava di uno scambio, anche epistolare, in anni in cui Internet ancora non esisteva. Si fissava un appuntamento, entravi in redazione e a volte la stessa radio ti intervistava. Una volta stabilita una certa confidenza, i gruppi di radioascoltatori erano benvenuti negli studi, offrendo un'ulteriore grande opportunità di conoscere il mondo delle frequenze».
Oltre agli apparecchi radio, Bruno colleziona cartoline pubblicitarie legate alla radio e cartoline Qsl. Cosa sono? Per i non addetti ai lavori, sono speciali cartoline di conferma che le stazioni radioamatoriali o le emittenti inviano per attestare l'avvenuta ricezione di un loro segnale. Sono testimonianze tangibili di un contatto avvenuto attraverso l'etere, spesso arricchite da grafiche accattivanti che raffigurano monumenti, paesaggi o simboli del Paese d'origine. Ogni singola cartolina è un ricordo vivido di un'onda catturata, di una voce udita magari da migliaia di chilometri di distanza. «Ho iniziato questa ricerca dalla fine degli anni ’80 – conclude Bruno – le QSL mi sono arrivate dai rapporti di ascolto che intrattenevo con le varie emittenti, mentre le cartoline pubblicitarie le ho trovate nei vari mercatini».
Il lavoro e la passione di Bruno Pecolatto ci riportano a un'epoca in cui la radio era la principale finestra sul mondo, strumento che accendeva la nostra fantasia e ci permetteva di viaggiare senza muoverci da casa. Un omaggio non solo a un apparecchio, ma a un modo di vivere, sognare e connettersi con l’umanità.