Paura nei villaggi palestinesi della Cisgiordania: coloni minacciano demolizioni e attacchi notturni
I residenti dei villaggi palestinesi di Masafer Yatta, nelle aride colline a sud di Hebron, in Cisgiordania occupata, vivono in un clima di costante paura.
Una recente direttiva israeliano ha aperto la strada alla demolizione di case e strutture nella zona, dichiarata “Firing Zone 918” per esercitazioni militari, alimentando il timore di una nuova ondata di sfollamenti forzati.
Secondo un’inchiesta del The Guardian, i palestinesi della regione affrontano non solo la minaccia delle demolizioni, ma anche attacchi notturni da parte di coloni israeliani, spesso mascherati, che circondano le loro abitazioni con intenti violenti.
Ali Awad, 27 anni, residente di Tuba, uno dei villaggi di Masafer Yatta, ha raccontato al The Guardian di aver trascorso la notte insonne per sorvegliare la sua casa, dopo che un colono mascherato si era avvicinato all’abitazione della sua famiglia.
“Quando abbiamo visto il colono mascherato, sapevamo che voleva violenza”, ha detto Awad, con gli occhi arrossati dalla stanchezza. Fortunatamente, quella notte il colono si è dileguato prima dell’arrivo della polizia, ma l’episodio riflette una realtà quotidiana di tensione.
Gli uomini di Masafer Yatta si alternano in turni di guardia notturni, temendo attacchi sotto la copertura dell’oscurità, mentre di giorno restano in allerta per l’arrivo di bulldozer israeliani che potrebbero radere al suolo le loro case.
La direttiva israeliana, basato su un documento militare, giustifichi la necessità di rimuovere le “costruzioni non autorizzate” per garantire l’addestramento militare nella zona, definita “sterile” per esercitazioni a fuoco vivo. Tuttavia, Netta Amar-Shiff, avvocato che rappresenta i residenti di Masafer Yatta, ha denunciato che questa direttiva aggira una precedente sentenza legale e le leggi locali, accelerando il processo di distruzione dei villaggi.
La situazione è aggravata dalla violenza dei coloni, che agiscono come una sorta di avanguardia extragiudiziale, rendendo la vita quotidiana insostenibile per i palestinesi.
Souad al-Mukhamari, 61 anni, di Sfai, ha riferito che sua nipote è stata picchiata e colpita con spray al peperoncino da un colono, mentre la sua casa si affaccia sulle macerie di una scuola demolita nel 2022.Secondo i dati delle autorità sanitarie palestinesi citati dal The Guardian, dall’inizio della guerra a Gaza, il 7 ottobre 2023, almeno 950 palestinesi sono stati uccisi e 9.000 feriti in Cisgiordania a causa delle azioni di forze israeliane e coloni.
I residenti di Masafer Yatta hanno cercato per oltre vent’anni di opporsi alle demolizioni attraverso petizioni, ricorsi legali e proposte di piani urbanistici, ma, come ha dichiarato Nidal Younis, capo del consiglio di Masafer Yatta, “dopo anni di tentativi, un comandante militare dice ‘no’ e questo basta”.
Le organizzazioni per i diritti umani, come B’Tselem, denunciano l’impunità di cui godono i coloni, spesso protetti o ignorati dalle autorità israeliane. Sarit Michaeli, di B’Tselem, ha sottolineato che non si prevede alcun cambiamento interno in Israele per proteggere queste comunità, e la speranza risiede nella pressione della comunità internazionale per fermare l’espansione degli insediamenti e tutelare i diritti dei palestinesi. L’inchiesta del The Guardian dipinge un quadro di crescente tensione, con i palestinesi di Masafer Yatta che vivono sotto la costante minaccia di perdere le loro case e la loro sicurezza, in un contesto in cui la violenza dei coloni e le politiche di demolizione sembrano intrecciarsi per spingere alla loro espulsione.
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